I presidi chiedono al Governo di posticipare le lezioni in presenza di due settimane, Burzigotti seconda firmataria dell’appello

UMBERTIDE- Porta anche la firma della dirigente scolastica del Campus Leonardo Da Vinci di Umbertide Franca Burzigotti, come seconda firmataria, l’appello che i presidi di tutta Italia stanno rivolgendo al presidente del consiglio Mario Draghi, al ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi e ai presidenti delle Regioni per chiedere di posticipare di 15 giorni la riapertura della scuola in presenza di fronte all’incessante incremento di contagi da coronavirus.

Carenza di docenti e di personale ATA (perché non in regola con le vaccinazioni o perché positivo), impossibilità di mantenere il distanziamento viste le dimensioni delle aule, difficoltà da parte delle aziende sanitarie a garantire con rapidità i tamponi con conseguente prolungamento dell’isolamento, questi i motivi principali che hanno spinto i dirigenti scolastici a chiedere di riprendere lunedì 10 gennaio le attività scolastiche in DAD e rinviare le lezioni in presenza di un paio di settimane. Un appello che in poche ore è stato sottoscritto da oltre 1.500 dirigenti scolastici.

“A pochi giorni dall’inizio delle lezioni dopo la pausa natalizia, durante la quale non ci siamo mai fermati, stiamo assistendo con preoccupazione crescente all’escalation di assenze. – recita il documento- Abbiamo personale sospeso perché non in regola con la vaccinazione obbligatoria e, ogni giorno di più, personale positivo al Covid. In un momento nel quale è necessaria almeno la minima sorveglianza delle classi (per non parlare della didattica, che risulterà in molti casi interrotta), non sapremo, privi di personale, come accogliere e vigilare su bambini e ragazzi. Aggiungiamo, ma è cosa nota, che l’andamento del contagio con la nuova variante del virus colpisce come mai prima le fasce più giovani della popolazione, anche con conseguenze gravi, e che il distanziamento è una misura sulla carta. Si tratta di una situazione epocale, -dichiarano i dirigenti scolastici firnatari- mai sperimentata prima, rischiosa e ad oggi già prevedibile. Non è possibile non tenerne conto”.

Da qui la proposta lanciata a Governo e Regioni. “Una programmata e provvisoria sospensione delle lezioni in presenza (con l’attivazione di lezioni a distanza) per due settimane è sicuramente preferibile ad una situazione ingestibile – è l’appello dei presidi italiani- che provocherà con certezza frammentazione, interruzione delle lezioni e scarsa efficacia formativa”.

Appello condiviso da un numero sempre maggiore di dirigenti scolastici, delle scuole di ogni ordine e grado, e che in Umbria, nel pomeriggio di oggi, giovedì 6 gennaio, ha già raggiunto un’adesione del 40%, tra le più alte d’Italia.