Furti in case e negozi, in 11 finiscono in manette

PERUGIA – Avrebbero messo a segno numerosi furti, ai danni sia di abitazioni private che di esercizi commerciali, in tutta la provincia di Perugia le due bande criminali, di matrice albanese, individuate dalla Polizia di Stato e finite in carcere nella mattinata di ieri.

Le indagini che hanno portato agli arresti erano state avviate dalla Squadra mobile di Perugia nel novembre 2021, a seguito di numerosi colpi messi a segno proprio nella provincia; un’attenta attività investigativa aveva condotto gli inquirenti a concentrarsi prima su un complesso abitativo in località Sant’Enea di Perugia, dove si registrava un andirivieni di cittadini albanesi con precedenti di polizia, provenienti dalla provincia di Caserta, poi su un’altra abitazione in località San Fortunato della Collina di Perugia, dove anche qui individui uscivano all’imbrunire e rientravano in tarda serata, in orari compatibili proprio con il verificarsi di furti a danni di privati e attività commerciali.

Le indagini sono quindi proseguite con appostamenti, monitoraggi ed intercettazioni telefoniche ed ambientali, che hanno permesso di confermare gli indizi a carico dei soggetti, undici in tutto organizzati in due bande, che avrebbero messo a segno una pluralità di colpi, almeno 50 furti e due rapine, nel periodo da novembre 2021 a marzo 2022.

E’ emersa quindi una vera e propria attività criminale, che si era data una specifica struttura organizzativa, composta da uomini e mezzi, come automobili, telefoni cellulari, schede Sim costantemente sostituite e materiale da scasso.

E così erano riusciti a impossessarsi di ingenti quantità di denaro, monili, ma anche tabacchi, valori bollati, gratta e vinci e capi di abbigliamento firmati, per un valore complessivo quantificabile in oltre 150mila euro, e il ricavato della vendita della refurtiva sarebbe in parte già stato trasferito in Albania.

Degli 11 individui raggiunti dalle misure cautelari, otto sono stati già tradotti in carcere mentre tre risultano irreperibili, probabilmente già scappati in Albania.

Gli agenti hanno provveduto anche a perquisire le abitazioni degli indagati dove sono stati rinvenuti, oltre a materiale da scasso e cellulari subito sequestrati, anche 4mila euro in contanti e diversi orologi di valore.