L’appello di Don Pietro: “Per Natale fate il presepe”

UMBERTIDE – Un appello a rinnovare la tradizione del presepe in vista del Natale. E’ l’esortazione che parte dal parroco della Collegiata, monsignor Pietro Vispi: “Fate il presepio – ha detto il sacerdote ai fedeli nel corso dell’omelia di domenica – ancora di più quest’anno, in cui ricade l’800esimo anniversario del primo presepe della storia che San Francesco d’Assisi allestì a Greccio, in provincia di Rieti”. Da monsignor Vispi è arrivato l’invito a tutta la città e ai credenti di partecipare al triduo di preparazione alla festa dell’8 dicembre, giorno della solennità della Immacolata Concezione della Vergine Maria, celebrazione che dà il la ed il senso all’Avvento e poi al Natale di Gesù.

Il triduo, che si terrà a San Francesco,  inizierà martedì 5 dicembre, per proseguire fino a giovedì 8. Il programma prevede la recita del Rosario alle 18 seguito mezz’ora dopo dalla celebrazione eucaristica. Nei tre pomeriggi, i sacerdoti di Umbertide saranno a disposizione per le confessioni. Per tutta la durata del triduo non saranno celebrate le messe pomeridiane nelle altri parrocchie cittadine. Venerdì 8 dicembre, giorno della festa dell’Immacolata, a San Francesco, le messe si terranno alle 9 e alle 11.30. Quest’ultima celebrazione, la più solenne, sarà presieduta del vescovo diocesano, monsignor Luciano Paolucci Bedini. Nel pomeriggio, alle 18, sarà recitato il Rosario e a seguire verrà celebrata la messa vespertina.  

Monsignor  Vispi ha raccomandato ai fedeli di prendere parte in gran numero a una festa che  caratterizza in modo particolare Umbertide, che vede nella Vergine la sua Patrona, insieme all’invito alla realizzazione del presepe, la vera immagine della Natività. “Natale – ha rimarcato il parroco – non è la nascita di Babbo Natale, con gli elfi e le fatine che oggi l’accompagnano. A Natale si celebra la nascita di Gesù. E’ bene ribadirlo di fronte a che vuole svuotare questa festa del suo vero senso, e sostituirla come già si dice, con una banale festa d’inverno”.