Michele Milli conquista il pubblico di Rai Uno

UMBERTIDE – Un racconto a tutto tondo. Dall’incidente di caccia a causa del quale ha perso la vista, alla voglia di lottare ogni giorno fino alla laurea in fisioterapia, ai grandi grandi risultati nel judo paralimpico e alle esperienze del trekking in montagna. La storia del campione umbertidese Michele Milli è stato uno dei momenti più belli della puntata di “Unomattina”, andata in onda su Rai1 lunedì 4 dicembre.

Intervistato dal conduttore Massimiliano Ossini, Michele ha ricordato l’attimo in cui tutto intorno a sé è diventato buio: “E’ un giorno che ricordo benissimo perché è stato lo spartiacque tra la mia vita di prima e quella di adesso. Ero in auto mentre stavo percorrendo una strada sterrata vicino a un uliveto. Ad un ragazzo che era lì presente è partito inavvertitamente un colpo di arma da fuoco che ha colpito il parabrezza anteriore della mia macchina. Purtroppo mi ha tolto subito la vista, ma per fortuna perché, se non ci fosse stato il parabrezza che ha attutito il colpo, probabilmente oggi non sarei stato qui a raccontare la mia storia”. Perdere la vista a 23 anni, ha detto ancora Milli, ti fa “crollare tutto addosso e diventa tutto buio. Il sostegno della mia famiglie e di tanti amici è stato fondamentale”.

Michele ha quindi raccontato la sua esperienza universitaria e il rapporto con i docenti: “Essendo stato il primo studente alla facoltà di fisioterapia dell’Università degli Studi Perugia, dagli insegnanti c’è stata l’estrema volontà di sostenermi in questo percorso. – ha detto- Mi hanno chiesto di aiutarli ad aiutarmi. Penso che questo valga in tutti i casi, al di là che una persona abbia oppure no una disabilità nella vita”.
La passione per la montagna è sempre stata nel dna di Milli: “L’ho sempre avuta – ha affermato mentre era impegnato in una camminata in altura – Da piccolo vedevo le montagne come delle vette irraggiungibili e dove non sarei mai salito. Poi con il mio amico Daniele è nata l’occasione di provare queste esperienze. Non ho paura. Bisogna essere coscienti delle proprie capacità. A volte il timore è umano e va controllato, serve ad evitare ulteriori pericoli”.

A rimanere sempre vivi nella mente di Michele sono “il viaggio, quello che una persona ci mette e ciò che fa per salire fino in cima. La sensazione dell’altezza e la libertà e il silenzio che offre la natura sono indescrivibili”.
Ad intervenire è stato anche l’amico di una vita e il compagno di tante scalate, Daniele Caratelli: “Eravamo già amici di infanzia. Un giorno mi ha chiamato e mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto portarlo a fare trekking. Siamo partiti alla grande”.
Al termine dell’emozionante intervista, alla richiesta del conduttore Massimiliano Ossini, Michele ha promesso che effettueranno insieme una escursione in altura.