Restaurato il monumento funebre dedicato a Giuseppe Polidori

MONTONE – Dopo i lavori di restauro, il monumento funebre dedicato a Giuseppe Polidori, valoroso combattente e ufficiale dei Mille di Garibaldi, è tornato all’antico splendore. Domenica 10 dicembre, alle ore 11, si terrà l’inaugurazione dell’opera, situata all’interno del cimitero di Montone, alla presenza del sindaco Mirco Rinaldi e di vari rappresentanti delle istituzioni locali.

Alla presentazione interverranno Alvaro Tacchini, presidente dell’Istituto Gabriotti, Adriano Bei, presidente di StoricaMente A.R.IeS., e Giorgia Feligioni, la restauratrice del monumento.
L’operazione di restauro, durata circa due anni, è stata curata e realizzata con fondi propri dall’amministrazione comunale, che negli anni ha sempre ricordato e valorizzato la figura di Polidori, nato a Montone nel 1836.

L’opera
Il monumento funebre fu inaugurato il 18 settembre 1904 per il 40° anniversario della morte di Giuseppe Polidori. L’opera in laterizio, eseguita dalla famosa fornace perugina Migliorati-Biscarini, è composta da una parte inferiore con un altare decorato a motivi geometrici e fiori che ritroviamo anche nell’urna contenente i resti del defunto posta sopra. Due colonne corinzie sorreggono un arco composto da cornice a sbalzo e decorazioni geometriche. All’interno è posto il tondo raffigurante il busto di Polidori realizzato in scagliola colorata in panna ceramica lucidata.

L’intervento di restauro
L’opera versava in precarie condizioni conservative ed estetiche. Numerose stuccature in cemento interessavano molte parti del monumento, con evidenti cadute di materiale e crepe presenti soprattutto nell’urna compromettendone la sua stabilità. Il tondo era seriamente danneggiato dalla presenza di gravi distacchi di preparazione colore che impedivano la giusta visione del volto di Polidori.

Un po’ di storia
Giuseppe Polidori si arruolò volontariamente con i piemontesi nel 1859 a soli 23 anni. Poco dopo entrò a far parte dei famosi “Mille”, combatté a Calatafimi e Palermo con Giuseppe Garibaldi acquisendo il grado di sergente a Milazzo. Successivamente andò in Calabria e a Napoli, a Capua fu nominato ufficiale dopo la battaglia al Volturno. Ferito in battaglia, la sua salute lo costrinse a ritirarsi a Montone. Ripartì appena guarito per tornare al suo esercito, ma il riacutizzarsi della malattia lo riportò in Umbria, questa volta per sempre.
Morì a Città di Castello il 6 giugno 1864 a soli 28 anni, offrendo alla giovane Italia la sua vita.