In Altotevere arriva il Pronto intervento sociale

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Non lasciare indietro nessuno è lo spirito con cui nasce in Alta Valle del Tevere l’esperienza innovativa del Pronto Intervento Sociale, un servizio aperto 24 su 24, per 365 giorni all’anno, che tenderà una mano a tutte le persone in grave difficoltà, per aiutarle ad affrontare e superare emergenze e imprevisti del vivere quotidiano.

Una risposta di civiltà che si deve ancora una volta all’efficacia della rete socio-sanitaria tra pubblico e privato e alla forte sinergia tra istituzioni e forze dell’ordine, fattori che nella vallata sono la sorgente inesauribile di tanti progetti e servizi, che con la professionalità, la voglia di fare e l’altruismo delle persone impegnate sul campo fanno comunità e danno sostanza all’idea di solidarietà. Protagonisti del progetto, finanziato dal Fondo per il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) e per il futuro le risorse saranno garantite dal Fondo Povertà Quota servizi, sono infatti i Comuni della Zona Sociale 1, che con il Comune capofila Città di Castello hanno firmato stamattina il protocollo d’intesa triennale per l’attivazione del servizio con i rappresentanti della Legione Carabinieri dell’Umbria, del Commissariato di Pubblica sicurezza di Città di Castello, dell’Usl Umbria 1, della Cooperativa La Rondine, della Pubblica Assistenza Tifernate – Croce Bianca e dell’Asad. 

Attraverso una centrale operativa, che garantisce due operatori sempre reperibili e funziona con il coinvolgimento di 20 persone messe a disposizione dagli enti del terzo settore coinvolti, senza sosta durante tutto l’anno anche negli orari e nei giorni di chiusura dei servizi sociali territoriali, saranno garantire a persone in grave difficoltà adeguate e tempestive risposte socio-assistenziali per il tempo utile al superamento del momentaneo stato di bisogno e, se necessario, anche l’avvio di un percorso di presa in carico da parte dei Servizi Sociali del territorio. Disagio sociale, stati di indigenza, bisogni di tutela dei minori e degli anziani, ma anche situazioni di violenza sulle donne, fanno già parte della casistica su cui ha operato il servizio, che da maggio 2023 ha gestito 15 trasporti sociali e 13 prese in carico, con la novità dell’apertura di un canale di sostegno anche ai cittadini non residenti in Altotevere, le persone senza fissa dimora, alle quali è stato garantito l’alloggio per alcuni giorni utile a superare l’emergenza. Tutto quello che repentinamente e improvvisamente sfocia nei servizi sanitari, ospedalieri, come il pronto soccorso, e territoriali, ma viene intercettato anche dalle forze dell’ordine nell’esercizio dei propri compiti. Il valore aggiunto del progetto è infatti proprio quello di assicurare il canale idoneo alla gestione di casi critici che mancava, facendo perno sulla massima integrazione possibile tra forze dell’ordine, pubblico e privato sociale. Sarà così possibile rafforzare i percorsi di tutela delle persone in stato di emergenza sociale, diminuendo i tempi della presa in carico, grazie alla condivisione di protocolli e procedure, ma anche agire efficacemente sul versante della prevenzione delle criticità sociali. 

A segnalare al Pronto Intervento Sociale le situazioni di particolare urgenza potranno essere solo Usl Umbria 1, Carabinieri e Polizia di Stato, che interagiranno con gli assistenti sociali e gli educatori del servizio per attivare gli interventi opportuni, sotto la regia dei Servizi Sociali comunali. “Si tratta di un progetto importantissimo e fortemente innovativo, che consente di dare una risposta tempestiva a tutti quei casi gravi ed urgenti che abbiano carattere di emergenza sociale”, hanno spiegato il sindaco Luca Secondi e l’assessore alle Politiche Sociali Benedetta Calagreti, che, insieme alla responsabile comunale del servizio Lorenza Scateni, hanno sottolineato come “il Pronto Intervento Sociale consentirà una mappatura più completa del bisogno sociale del territorio e, grazie alla collaborazione con il sistema sanitario e con le forze dell’ordine, di costruire una progettualità integrata”.

Insieme ai sindaci di Citerna, Enea Paladino, e di Lisciano Niccone, Gianluca Moscioni, e all’assessore di Umbertide, Lara Goracci, gli amministratori tifernati hanno rimarcato “l’unità di intenti dei Comuni della vallata e la collaudata capacità di lavorare in rete con il mondo della sanità, delle forze dell’ordine e del privato sociale”.

“La portata innovativa del Pronto Intervento Sociale risiede anche nelle modalità di attivazione del servizio, frutto di una coprogettazione che ci permetterà di ottimizzare le risorse a disposizione di tutti i soggetti in gioco”, hanno osservato i rappresentanti comunali, che hanno dato atto al personale dei Servizi Sociali del Comune di Città di Castello “del grande lavoro di progettazione e gestione delle risposte alle esigenze delle comunità del territorio” e hanno ringraziato “i responsabili sanitari e delle forze dell’ordine, la Cooperativa La Rondine, la Pubblica Assistenza Tifernate – Croce Bianca e l’Asad per la collaborazione dimostrata”. 

A parlare di “un servizio che ci voleva” sono stati sia i rappresentanti delle forze dell’ordine, che della sanità e del privato sociale. “La cosa veramente importante è che questo progetto permette di sistematizzare la relazione del Pronto Soccorso ospedaliero e dei servizi sanitari territoriali con i Servizi Sociali e le forze dell’ordine, di fronte all’aumento delle criticità sociali con cui vengono a contatto i nostri operatori, dalle violenze sulle donne al disagio sociale”, hanno osservato il direttore medico dell’ospedale di Città di Castello Silvio Pasqui e la direttrice del Distretto Altotevere dell’Usl Umbria 1 Daniela Felicioni, che, nel riconoscere la “capacità di fare delle istituzioni e delle comunità del territorio”, hanno evidenziando “come il progetto sia anche un tassello importante dell’intervento sulla non autosufficienza e sulla povertà in condizioni di assoluto bisogno sociale”.

 Il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Città di Castello, Giovanni Palermo, e il dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza Tifernate, Dario Lemmi, hanno evidenziato come “avere dei referenti certi per le forze dell’ordine24 ore su 24, 365 giorni all’anno, agevoli davvero tanto il lavoro quotidiano che svolgiamo nel territorio, che altrimenti incontra a volte ostacoli difficili da superare, soprattutto in certe fasce orarie”. “Nella vallata siamo una specie di front-office delle situazioni di difficoltà sociale – hanno detto i rappresentanti delle forze dell’ordine – per cui è importante che i segnali di disagio che cogliamo possano avere un terminale in grado di assicurare costantemente una soluzione ai casi d’emergenza”.

A sottolineare la soddisfazione di “essere protagonisti di un servizio che forse per la prima porta le nostre cooperative a coprogettare realmente insieme” sono stati Luciano Veschi per La Rondine, Monica Nanni per Asad e Claudio Fortuna per la Pubblica Assistenza Tifernate – Croce Bianca, che hanno espresso “la determinazione a rispondere con le professionalità e le energie di cui disponiamo a un bisogno di sostegno sociale che emerge in maniera evidente dalle nostre comunità e al quale con il Pronto Intervento Sociale siamo in grado di sopperire in modo concreto”.

Nell’ambito del protocollo d’intesa i soggetti firmatari daranno vita a un confronto permanente, anche attraverso la promozione di percorsi formativi, con l’intento di sviluppare la conoscenza reciproca e migliorare le metodologie di interazione. Sarà possibile così condividere ed utilizzare strumenti di lavoro comuni, adeguati ad affrontare le criticità individuate e coordinare le azioni con riunioni periodiche utili a calibrare le modalità di risposta alle necessità che emergono dal territorio.