Capitale italiana della Cultura, niente da fare per l’Altotevere

ROMA – L’Alta Valle del Tevere non è riuscita ad entrare nella rosa delle dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2026.

Il Ministero della Cultura ha infatti annunciato oggi i nomi delle dieci città finaliste, selezionate da una giuria di esperti tra le 16 manifestazioni di interesse pervenute. Tra le escluse c’è anche l’Alta Valle del Tevere, candidatura che era nata dall’unione di quindici comuni altotiberini umbri e toscani, tra cui anche Umbertide, che avevano dato vita al progetto “Il Cantico delle Culture”. Per l’Umbria è stata esclusa anche l’Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino e quindi il cuore verde d’Italia non avrà alcun rappresentante nella corsa finale verso la proclamazione della città vincitrice, che avverrà entro marzo del prossimo anno.

“Ci avevamo sperato, creduto e lavorato. – è stato il commento del vicesindaco di Umbertide con delega alla Cultura Annalisa Mierla – Tutto il lavoro che abbiamo fatto però avrà un seguito perché tutti i quindici comuni hanno saputo mettere insieme competenze e conoscenze, con una contaminazione interculturale mai avuta prima per l’Alto Tevere. Un grazie enorme va a Luca Ricci, direttore carismatico e capace, a tutti i colleghi del Comitato promotore e a tutti i sostenitori che nel tempo si sono uniti alla corsa e in questo le associazioni culturali di Umbertide hanno rivestito un ruolo importantissimo pieno di fattiva propositività”.