Terremoto, il Consiglio regionale approva mozione unitaria

PERUGIA – Una mozione unitaria chiedere una serie di azioni in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 2023. È quella che è stata approvata all’unanimità oggi, martedì 5 maggio, dal Consiglio regionale dell’Umbria. L’atto di indirizzo è stato predisposto dopo la presentazione di due diverse mozioni da parte dei gruppi di maggioranza e di opposizione, che sono state sintetizzate in un unico documento poi sottoscritto dai consiglieri Pastorelli (Lega), Meloni (Pd), Pace (FdI), De Luca (M5S), Morroni (FI), Fora (Patto civico), Mancini (Lega), Bori, Bettarelli (Pd), Fioroni (Lega), Porzi (Misto) e Paparelli (Pd).

La mozione approvata “impegna la Giunta regionale ad attivarsi presso il Governo centrale affinché venga adottata una normativa transitoria provvista della necessaria copertura finanziaria volta da un lato a permettere l’immediato e puntuale aggiornamento delle verifiche sui danni registrati a seguito degli eventi sismici del 9 marzo 2023 nei Comuni di Perugia e Umbertide senza che vi siano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, dall’altro invece a consentire ai soggetti privati, titolari di immobili danneggiati o inagibili, al netto delle verifiche, di poter accedere ai benefici del sisma bonus; ad intervenire presso Governo e Parlamento affinché possano essere messe in campo tutte le azioni e le misure necessarie a garantire una celere e adeguata ricostruzione, ad estendere l’ambito di applicazione delle norme emanate a seguito degli eventi sismici del 2016 che hanno colpito le regioni Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio anche ai Comuni di Perugia e Umbertide danneggiati nel marzo 2023, in modo che le popolazioni di queste aree possano tornare il prima possibile nelle loro abitazioni ed evitare così lo spopolamento di queste zone; ad adoperarsi affinché un apposito provvedimento legislativo o normativo preveda la sospensione del pagamento delle imposte nel periodo di transizione fino all’erogazione del contributo per la ricostruzione; a valutare la richiesta dell’Ufficio regionale della ricostruzione che si faccia un’ulteriore verifica circa lo stato degli edifici dichiarati inagibili a seguito dei primi sopralluoghi nelle zone terremotate, in modo da poter accertare con maggiore attenzione e senza la pressione del sisma in corso la situazione di tali edifici; a valutare l’istituzione di un ufficio o un punto di ascolto che possa aiutare le persone colpite dal sisma nello svolgimento di tutte le pratiche burocratiche necessarie per ottenere sgravi o esoneri e garantire una agevolazione dei servizi alle persone; ad approfondire e, per quanto possibile, a chiarire con la competente Agenzia delle entrate, attraverso le forme ritenute più appropriate, i residui dubbi sollevati in occasione dei pubblici incontri partecipativi e di natura tecnica inerenti l’applicabilità del Decreto Rilancio, anche al fine di eliminare ogni possibile incertezza onde consentire un celere ed efficace utilizzo delle predette misure fiscali alle molteplici situazioni di danneggiamento in cui possono trovare concretamente applicazione”.