Preggio ha reso omaggio alla Santa Spina

UMBERTIDE – A Preggio si è rinnovato l’appuntamento con la tradizione. Il 2 aprile è stata infatti celebrata la festa della Santa Spina, la più importante dell’anno per la comunità del borgo, che si svolge ogni martedì dopo Pasqua.

Secondo gli storici, nella seconda metà del XIII secolo, e più precisamente fra il 1223 e il 1380, un frate francescano pellegrino portò la reliquia di una delle spine che coronarono il capo di Gesù Cristo. Il religioso entrò nella chiesa francescana di Preggio per pregare e aveva con lui la Sacra Spina. All’uscita la sua vista si oscurò come fosse divenuto improvvisamente cieco, ma poco dopo, posando sopra l’altare la Spina, riacquistò totalmente la vista. L’accaduto venne interpretato come un volere divino che quel dono dovesse essere affidato alla popolazione locale. Fu insomma per volere del Cielo che la Sacra Spina rimase nel borgo preggese. La custodia della reliquia è affidata alla “Confraternita della Santa Spina” e racchiusa all’interno di una teca in oro e argento con sette serrature; le sette chiavi sono affidate, mediante sorteggio, a sette famiglie preggesi.

La Santa Messa è stata presieduta dal vicario generale dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, don Simone Sorbaioli. A concelebrare il rito sono stati il parroco della frazione, don Filippo Thandi e don Marco Cappellato.

In rappresentanza dell’amministrazione cittadina era presente il vicesindaco, Annalisa Mierla, accompagnata dalla Polizia Locale e dal gonfalone del Comune.

Al termine del rito religioso, nonostante il forte vento, la Santa Spina è stata portata in processione per le vie del paese. Finito il sacro corteo, la reliquia è stata reintrodotta all’interno della chiesa di San Francesco di Preggio, e prima di essere ricollocata nel tabernacolo, è stata baciata dai numerosissimi fedeli presenti, che con grande emozione l’hanno omaggiata. Tra questi, oltre ai paesani, anche molti turisti e alcuni ex abitanti che con l’occasione tornano tradizionalmente a far visita al proprio paese d’origine.