Ogni umbertidese spende 1.257 euro all’anno per il gioco d’azzardo

UMBERTIDE – Ogni umbertidese spende 1.257 euro all’anno in lotterie e slot machine. E’ quanto emerge dall’indagine “La geografia del gioco d’azzardo in Umbria” del 2020, a cura del S.S.D. Sorveglianza e promozione della Salute AUSL Umbria 2, che ha messo in luce dati alquanto allarmanti. Umbertide è il terzo comune dell’Altotevere dove si spende più per il gioco, preceduto da San Giustino con 1.587 euro pro capite, e Città di Castello con 1.554 euro. A fare la parte del leone sono le “slot machine”, seguite dalle lotterie istantanee e dal lotto. Secondo l’indagine, il fenomeno non riguarda solo gli adulti: un giovane umbro su due tra i 15 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita e circa il 51% lo ha fatto nel corso dell’ultimo anno. Al crescere dell’età aumenta la percentuale di studenti che giocano d’azzardo, raggiungendo quasi il 55% tra i 18enni; inoltre, il 9,3% degli studenti giocatori presenta un profilo di gioco “a rischio” e il 5,4% un profilo “problematico”.

A complicare il quadro, anche il gioco d’azzardo online al quale si stanno avvicinando sempre più persone. I vari profili di rischio poi rivelano percentuali particolarmente elevate di gioco problematico nel territorio dell’Alta Valle Tevere.

Proprio per contrastare questo fenomeno, sabato 13 aprile alle ore 9 presso la Sala consiliare del Comune di Città di Castello si terrà “La vita in gioco”, processo pubblico sul gioco d’azzardo patologico dove l’azzardo sarà oggetto di un momento di riflessione pubblica. Saranno infatti i cittadini e le cittadine umbre residenti nei comuni dell’Alto Tevere, a cominciare da Città di Castello e Umbertide, a discutere ed emettere una sentenza sul fenomeno del GAP – Gioco d’azzardo patologico. Tutto questo avverrà partecipando ad un “processo all’americana”, con tanto di giuria, testimoni, avvocati della difesa e dell’accusa.

L’iniziativa, resa possibile dall’attenzione al tema dei comuni della zona Sociale1, capofila Città di Castello e dal finanziamento Regione Umbria, propone un approccio innovativo al tema dell’azzardo, mettendo al centro della scena le testimonianze e le riflessioni dei cittadini, degli amministratori, degli operatori sociosanitari, dell’associazionismo, degli operatori della polizia locale. Alla fine del dibattimento, la giuria emetterà una sentenza, mentre anche i partecipanti e gli spettatori potranno esprimere il loro giudizio sul fenomeno.