Vandali alla Fornace, residenti e commercianti: “Adesso basta”

UMBERTIDE – Da zona residenziale a ritrovo di ragazzini c”terribili”. Basta che calino le tenebre per far diventare l’area della Fornace il punto di ritrovo di un gruppetto di giovanissimi (per lo più tra i 16 e i 18 anni, con altri più grandi che arrivano a dare manforte) diventati il “terrore” di residenti e commercianti. A tracciare un quadro della situazione è Manuela Pauselli, titolare del bar che sorge tra i palazzi, a pochi passi dalla serra comunale e il Tevere. “La sera qui è il Bronx”, si sfoga Manuela dopo l’ennesimo raid subito dal suo locale nel giro di un paio d’anni, sempre nel periodo estivo.

“La zona è bellissima – aggiunge – ma si trasforma dal giorno alla notte e dopo il tramonto la gente evita di venire. – racconta ancora l’esercente – Dalle 22 fino alle 2 ed anche alle 3 di mattina è un continuo rumore di macchine e sgommate, i condomini si lamentano e stanno in casa. Preferiscono non uscire. Sto prendendo in considerazione l’idea di dormire qui”.
A ogni apertura c’è un’amara sorpresa all’esterno del locale. “Nel tempo – dice la titolare del bar – ho trovato bustine dello zucchero vuotate nei posacenere, fazzoletti strappati e addirittura un assorbente attaccato sugli scalini d’ingresso. Fumano e gettano i mozziconi, anche di canne, per terra. Hanno rotto luce e zanzariere dei gazebo, senza dimenticare seggiole e tavolini. Alcuni arredi sono stati portati via, non li ho mai ricomprati perché durerebbero pochissimo tempo. Ho dovuto rattoppare alcune sedie danneggiate con lo scotch perché se le avessi riprese nuove le avrebbero sicuramente danneggiate. Prima della chiusura mettiamo dentro al locale tavoli, poltrone e tutti gli arredi che stanno fuori. La mattina per rimettere tutto a posto devo arrivare alle 4.30”. E ancora: “Poche sere fa ho chiuso alle 21, come sempre perché non me la sento di andare oltre. Sono tornata dopo un’oretta e mi sono appostata per vedere cosa accadeva. Ragazzi tra i 16 e i 18 anni, ma anche un po’ più grandi prendevano a calci i bidoni dei rifiuti. Sono mamma anch’io, mio figlio ha trent’anni e lavora con me, proprio per questo mi domando se i genitori sanno come si comportano i loro figli”. Il dispiacere è immenso ma Manuela non si dà per vinta: “Siamo al limite della sopportazione, adesso i controlli li farò da sola”.