UMBERTIDE – “Nel numero di luglio-agosto de l’Altrapagina è apparsa un’inchiesta sulla ristrutturazione in corso dell’edificio di via Spoletini 1 (Palazzo Cerrini), la quale evidenzia i possibili danni, più che benefici, di tale intervento per Umbertide”: inizia così una nota dei gruppi di opposizione.
“E’ anche da questa inchiesta – continua la minoranza – che i gruppi consiliari del Pd, dei Progressisti per l’Innovazione e di Corrente hanno preso spunto per presentare congiuntamente un’interrogazione, che già nella premessa mette in evidenza il fatto che “il progetto, finanziato da fondi Pnrr e comprendente la risistemazione di tre edifici, consiste nella spesa di ingenti risorse pubbliche europee e regionali che derivano dalle tasse pagate dalle cittadine e dai cittadini dell’Unione e dunque anche del nostro Comune”.
“La realizzazione dell’intervento, viene scritto nel corpo dell’interrogazione – data la posizione dell’edificio, che risulta schiacciato tra la ferrovia e la strada statale e che presto tornerà a doppio senso di percorrenza, precluderebbe in modo irreversibile la possibilità di demolizione e il conseguente utilizzo della preziosa area di sedime per l’allargamento della carreggiata, con conseguente miglioramento della viabilità in un punto di massima criticità per il tessuto urbano. La demolizione consentirebbe l’ampliamento dei giardini, aumentando l’area verde a fianco della ferrovia e migliorando l’estetica della zona. Quello che deve far riflettere, riportato sempre nell’inchiesta giornalistica è il costo abnorme dell’investimento, che ammonta a 1.950.000 euro per tre alloggi (senza garage e parcheggi) rispetto a 1.840.000 euro sostenuti nel 2023 dalla stessa Ater per costruirne 12”.
Nell’interrogazione, i tre gruppi interrogano il sindaco per sapere: “Se condivide il valore strategico dell’area occupata dal fabbricato ai fini della valorizzazione urbanistica e del miglioramento dei problemi della viabilità nel punto di massima criticità? Quale è stato l’iter autorizzativo del progetto da parte del comune? Quali azioni ha compiuto o intende compiere per tutelare gli interessi di Umbertide, anche con l’annullamento del progetto, forte del vantaggio di avere come interlocutore la Regione dell’Umbria, come proprietario dell’edificio, che dovrebbe pertanto condividere gli stessi interessi per l’efficacia e efficienza dell’intervento? Come intende evitare che ognuno dei 16.500 umbertidesi debba prendersi carico di 118 euro elargiti dall’Unione Europea per realizzare un’opera dannosa, invece di convogliare 1.950.000 euro a progetti alternativi utili? In particolare, come può giustificare che le risorse disponibili non siano allocate per la costruzione di 13 alloggi nuovi, ai costi sostenuti a Foligno e in altre città umbre, invece che alla ristrutturazione di soli 3 privi d garage, in una zona congestionata e insalubre”.
Concludono dall’opposizione: “Una ristrutturazione di un edificio che costa oltre 6.000,00 euro al metro quadrato, ancorché di proprietà regionale, ma situato a ridosso del centro storico, non può lasciare l’Amministrazione silente. I soldi del Pnrr sono comunque soldi di tutti i cittadini e vanno spesi con attenzione evitando situazioni incomprensibili come questa”.




