UMBERTIDE – Oltre cento mezzi agricoli e da lavoro, tantissime bandiere sventolanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil ma soprattutto un luogo serpentone di persone provenienti da tutta l’Umbria hanno dato vita alla manifestazione regionale organizzata ad Umbertide dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil per celebrare il Primo maggio, Festa dei lavoratori. Tema della giornata il “Lavoro dignitoso” con particolare attenzione alla “contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”.
Il corteo, aperto ed animato dalla banda cittadina diretta dal maestro Galliano Cerrini, è partito da piazza Gramsci e, come da tradizione ha attraversato le vie della città; presenti come da tradizione tantissimi trattori, camion e mezzi agricoli che hanno sfilato festosi per Umbertide sotto gli sguardi divertiti e affascinati di grandi e piccini.
Da Piazza Antonio Gramsci la sfilata ha percorso via Unità d’Italia, piazza Carlo Marx, via Morandi, via Kennedy, via Togliatti, via Roma fino ad arrivare in piazza del Mercato dove si sono tenuti gli interventi dei segretari generali regionali di Cisl, Angelo Manzotti, Uil, Maurizio Molinari, e Cgil, Maria Rita Paggio, anticipati dal saluto istituzionale del sindaco di Umbertide Luca Carizia.
“E’ una giornata dal significato profondo, non possiamo ignorare chi tutti i giorni si alza per andare a lavorare, chi il lavoro lo ha perso e chi lo cerca con fatica – ha detto Carizia – Un pensiero commosso e doveroso va a tutte le vittime sul lavoro”.
“Come CISL chiediamo un lavoro ben retribuito, stabile e sicuro perché la sicurezza è la priorità delle nostre piattaforme sindacali- ha detto il segretario regionale della Cisl Manzotti -Abbiamo scelto Umbertide come sede della manifestazione regionale di quest’anno perché vogliamo stare al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori dell’automotive, settore in forte difficoltà per le scelte scellerate dell’Europa. Non ci sarà alcuna intelligenza artificiale in grado di sostituire la persona e la sua dignità. Oggi viviamo il dramma dei lavoratori che non riescono a vivere ma solo a sopravvivere e per questo chiediamo un lavoro dignitoso che sappia emancipare la persona e chiediamo di riaffermare la contrattazione nazionale e settoriale”.
“Il lavoro resta il fondamento della dignità delle persone – ha aggiunto Maurizio Molinari della Uil – Il Primo maggio non è nostalgia ma una scelta di campo, noi siamo a fianco di chi ogni mattina lavora per il nostro paese. Stiamo vivendo un periodo difficile caratterizzato da crisi e guerre, per questo non è più tempo di divisioni sterili e tifoserie, è tempo della responsabilità e del coraggio, è tempo di rimettere il lavoro al centro. Serve un lavoro che faccia vivere e non sopravvivere, l’Umbria merita di crescere e non di galleggiare”.
“Pace, giustizia sociale e sicurezza sono le parole da celebrare in questo Primo Maggio perché nel nostro Paese si lavora sempre di più ma si vive sempre peggio, si lavora senza tutele, con ingiustizie, con stipendi troppo bassi rispetto alla fatica e alla dignità che il lavoro dovrebbe garantire. – ha dichiarato il segretario regionale della CGIL Maria Rita Paggio -Non è normale e non è giusto lavorare e non arrivare a fine mese, non è normale uscire di casa la mattina senza la certezza di tornare la sera perché gli incidenti sul lavoro non sono mai una fatalità ma una precisa responsabilità di chi non investe abbastanza in sicurezza. La vita delle persone vale più del profitto”.
Al termine degli interventi è stata deposta una corona ai piedi del monumento dedicato ai Caduti sul lavoro.




