UMBERTIDE – Le dolci note del Quartetto Pegreffi hanno stregato l’Abbazia di Montecorona, martedì 3 settembre, per l’unica tappa umbertidese del Festival delle Nazioni. Dedicato per la prima volta al Portogallo, il festival diretto da Aldo Sisillo e giunto alla 57esima edizione, ha scelto la millenaria abbazia alle porte di Umbertide come location di uno dei tanti concerti in cartellone, che si concluderanno venerdì 6 settembre a Città di Castello.
Di fronte ad un attento pubblico che ha dimostrato di saper apprezzare i brani proposti, si è esibito il Quartetto Pegreffi, composto dai violini Emma Parmigiani e Inesa Baltatescu, dalla viola Vincenzo Starace e dal violoncello Lorenza Baldo. Il Quartetto, che rende omaggio nel nome alla violinista Elisa Pegreffi, è stato protagonista delle più importanti realtà musicali da camera, italiane ed internazionali, tanto da esibirsi nelle più prestigiose sale da concerto del mondo.
All’Abbazia di Montecorona i musicisti hanno reso omaggio al Portogallo con un programma che ha spaziato dal “Quarteto de Cordas” di Luis de Freitas Branco ai “Crisantemi” di Puccini fino al Quartetto per archi di Maurice Ravel. Freitas Branco è considerato uno dei padri fondatori della musica portoghese moderna anche se il suo repertorio trova spazio raramente nei cartelloni delle sale da concerto: l’esecuzione del suo unico quartetto per archi è stata quindi un’occasione speciale per comprendere meglio come il linguaggio musicale sia cambiato agli inizi del Novecento. Il breve quanto suggestivo “Crisantemi” di Puccini ha invece letteralmente stregato gli ascoltatori che sono stati catturati dalla profonda mestizia e dall’intreccio melodico e armonico dei quattro strumenti. La seconda parte del concerto è stata dedicata a Ravel con un ritmo assai vario, passando dall’energia espressiva del primo movimento alla più lenta e calda voce della viola e timbro scuro del violoncello, dall’uso del pizzicato che riporta al folclore iberico agli arpeggi della viola e alla grazia e dolcezza dei violini.
Un concerto che ha saputo catturare lo spettatore, attraverso il suo ritmo cangiante e l’affascinante poetica del Quartetto Pegreffi.








