Alla Rocca la mostra “Muta-Menti”

UMBERTIDE – Verrà inaugurata sabato 20 settembre alle ore 16.30 nelle sale della Rocca “Muta-Menti. Sguardi sul futuro: ma quale futuro?”, rassegna d’arte a cura di Pippo Cosenza, con la presentazione critica di Andrea Baffoni, realizzata in stretta collaborazione con l’assessore alla cultura del Comune di Umbertide Annalisa Mierla.

La mostra vede gli artisti focalizzare lo sguardo su temi di inesorabile attualità: la sostenibilità, l’ambiente, la natura, il riuso. L’esposizione affronta il tema del rapporto tra uomo, arte e ambiente, mettendo in luce il paradosso della nostra epoca: il progresso e la creatività umana come motore di trasformazione, ma anche come causa di squilibri e rischi per il pianeta.

Ad esporre 27 artisti contemporanei con opere che spaziano dal naturalismo all’astrazione: Altomare Pippo e Federica Ricca, Betti Roberta, Biscontini Devid, Bovi Stefano, Brutti Alberto, Buoni Mirco, Capezzali Walter, Cerrao Luca, Chiaraluce Maria Teresa, Cosenza Ornella, Cosenza Pippo, Di Vora Silvana, Dottori Angelo, Ekstrom Roland, Hey Sug Jang, Leonardi Emilio, Lughia, Piersigilli Cecilia, Pujia Francesco, Ricci Pietro, Roila Patrizio, Rondoni Francesco, Santi Giancarlo, Seria Salvo, Speziale Angelo, Velloni Giusi.

Agli artisti si è aggiunta la figura di Francesca Ragni, counselor professionista sensibile anche ai temi dell’ecologia profonda, che ha creato un filmato simbolico, utilizzando le opere degli artisti come metafore rappresentative sulla base di un commento del tema da lei elaborato, il cui titolo è: “Dalla palingenesi a una nuova creazione. Importanza del ruolo dell’artista come strumento di comunicazione nella fiducia e trasformazione dell’ombra in luce.” Per completare sinergicamente la testimonianza emerge l’eco di una musica apocalittica improvvisata dal maestro Stefano Ragni.

Laddove l’uomo mette mano, estrae, spopola, snatura e affligge, l’arte, tra reale e irreale, naturale e meraviglioso, può rispondere, sognando futuri possibili e impossibili attraverso l’immaginario simbolico e totemico che caratterizza la produzione dell’artista. Le traiettorie su cui esprimersi, rispecchiarsi e confrontarsi sono quelle della relazione tra arte e natura, vita e genius loci.

La crisi ambientale con le sue varie sfaccettature, legata alla politica ed all’economia è un problema collettivo e si riflette sul quotidiano vissuto di tutti noi, e la possiamo percepire come ansia e solitudine e ci porta a immaginare futuri disastrosi che sono un proseguimento o l’accentuazione degli aspetti critici già esistenti.

Non si chiede all’artista di risolvere i problemi, ma di simboleggiarli alla sua maniera, di immaginarli attraverso la sua sensibilità, seguendo il suo pensiero estetico, l’espressività del suo linguaggio, della sua creatività e della sua fantasia. È così che la rassegna d’Arte “MUTA-MENTI” potrà fare riflettere, attraverso le opere dei 27 artisti scelti, sui problemi legati al rapporto tra uomo e natura, sulla sostenibilità, sul riuso dei materiali, sulla riprogettazione dello spazio di vita degli esseri umani in rapporto all’ambiente naturale, provando a immaginare scenari e modi per sviluppare risorse e intelligenze per sognare nuovi miti e ideare soluzioni di sostenibilità e di alternativa all’attuale modello economico e ai suoi risvolti ambientali e sociali alla ricerca di altri mondi possibili per vivere in armonia con la natura e costruire “realistiche utopie” attraverso l’immaginazione: l’immaginazione dei bambini, dei poeti e degli artisti prima che degli scienziati e degli ingegneri.

‘Con ‘Muta-Menti’, ideata da Pippo Cosenza e curata insieme ad Andrea Baffoni, la Rocca di Umbertide conferma la sua vocazione di centro vitale per l’arte contemporanea. – ha commentato il vicesindaco Annalisa Mierla – Sono convinta che la cultura abbia questo potere: stimolare il pensiero critico, generare responsabilità e, soprattutto, aprire alla speranza. È con questo spirito che invito la cittadinanza e tutti gli amanti dell’arte a partecipare a questa nuova tappa del nostro cammino, certi che l’arte, oggi più che mai, sia uno strumento indispensabile per immaginare e costruire ‘realistiche utopie’”.