UMBERTIDE – Si intitola “Di virtù necessità” la nuova stagione teatrale dei Riuniti, che è stata presentata sabato 11 ottobre. Ad illustrare il programma il presidente dell’Accademia dei Riuniti Michele Magrini Alunno e il coordinatore artistico Achille Junior Roselletti; sul palco anche le docenti del corso di avviamento teatrale Emanuela Faraglia e Nicol Martini e per l’Amministrazione comunale il sindaco Luca Carizia e il vicesindaco con delega alla Cultura Annalisa Mierla.
Un teatro quello dei Riuniti “aperto per più di 100 giorni all’anno”, ha dichiarato Magrini che ha ringraziato “l’Amministrazione comunale per il continuo supporto e per l’autonomia nella gestione e il pubblico perché la scorsa stagione il teatro è stato quasi sempre pieno”. “L’Amministrazione è orgogliosa di voi – ha dichiarato Annalisa Mierla – è per noi doveroso mettere a disposizione e rendere fruibile il teatro e fare lo sforzo necessario per mettere le risorse a bilancio”. “Grazie all’Accademia dei Riuniti che non porta avanti solo un’idea di cultura ma anche un’idea di comunità”, ha aggiunto il sindaco Carizia.
Poi è stata la volta di Achille Junior Roselletti che ha illustrato la nuova stagione teatrale, una stagione “di virtù necessità” perché, ha detto, “abbiamo bisogno di riscoprire un po’ di virtù e di umanità e il teatro è il posto in cui si ascolta in un mondo in cui tutti parlano”. Una stagione che ha un grande obiettivo, quello di far diventare il Teatro dei Riuniti un punto riferimento per il teatro amatoriale italiano. Ed è per questo che dal 10 gennaio al 7 marzo si terrà la prima edizione del Festival Nazionale di Teatro Amatoriale al quale sono state invitate a partecipare quattro delle migliori compagnie che l’Accademia dei Riuniti ha incontrato negli anni; quattro gli spettacoli in programma più una serata finale di gala per la cerimonia di premiazione. Nello specifico verranno consegnati i premi per il miglior spettacolo, intitolato a Achille Roselletti, il premio per il miglior attore o attrice intitolato a Luciano Bettucci, il premio per adattamento intitolato a Adriano Bottaccioli e il premio del pubblico, omaggiando quindi figure storiche dell’Accademia che tanto hanno fatto per i Riuniti.
In cartellone anche due fuoriprogramma che anticiperanno la stagione vera e propria: il 16 ottobre andrà in scena “Amleto nel bel mezzo di un gelido inverno” del Teatro della Fama per la regia di Riccardo Tordoni con il quale la compagnia ha vinto il premio Fita 2024, come spiegato anche dal presidente, presente in sala, Michele Pastorelli. Venerdì 7 e sabato 8 novembre invece l’Accademia dei Riuniti riproporrà una sua produzione, “Separazione consensuale” di Artemio Giovagnoni con adattamento di Achille Roselletti, che la figlia Birgitta Roselletti ha riadattato e aggiornato ai tempi nostri, una commedia in dialetto dove si ride e sorride ma che tocca anche corde emotive importanti.
Si parte poi con la stagione regolare con i suoi sette spettacoli: “Il signor William ” della Compagnia dell’Inedito (31 ottobre); “Pillole di me” della Compagnia Umberto Orsini di e con Alessandro Benvenuti (6 dicembre); “Ballades” , spettacolo della compagna di danza di Rovigo Fabula Saltica che vede come prima ballerina l’umbertidese Chiara Tosti (20 dicembre); “Quizas, quizas, quizas…fuori servizio” di LST Teatro (21 marzo); il secondo appuntamento dedicato alle città della musica e prodotto dall’Accademia dei Riuniti che, dopo Berlino dello scorso anno, vedrà salire sul palco in contemporanea due band musicali sotto la direzione di Francesco Bruni che, come in una partita di tennis, racconteranno la storia musicale delle grandi città statunitensi della East Coast e della West Coast (27 e 28 marzo); “Pitecus” con Antonio Rezza con quadri di scena di Flavia Mastrella (11 aprile); gran finale con la nuova produzione dell’Accademia dei Riuniti che metterà in scena “1984” di Orwell con regia e adattamento di Birgitta Roselletti (8 e 9 maggio).
Infine, per i quarto anno, verranno proposti i corsi di avviamento alla pratica teatrale per ragazzi e adulti, e per la prima volta anche per bambini dai 6 agli 11 anni, a cura di Emanuela Faraglia e Nicol Martini. Corsi che hanno anche uno “scopo civico e civile, – hanno spiegato le docenti – ovvero quello di mettere a disposizione della cittadinanza gli strumenti del teatro per creare un gruppo che lavora e costruisce insieme”.




