UMBERTIDE – Umbertide ha celebrato il 25 Aprile, che per la città ha una doppia valenza perché ricorda non solo la liberazione dell’Italia dal nazifascismo ma anche l’82° anniversario dal bombardamento di Borgo San Giovanni che costò la vita a oltre settanta umbertidesi.
Le celebrazioni si sono aperte con la deposizione di una corona di alloro presso la lapide di Giuseppe Bernardini a Montecastelli e quella in Piazza XXV Aprile a Pierantonio dove è stato reso omaggio al Monumento ai Caduti, con benedizione di Don Raffaele Zampella.
Poi alle 10 dalla Piattaforma ha preso il via il tradizionale corteo accompagnato dalla Banda Città di Umbertide, guidata dal Maestro Cerrini, che ha attraversato le vie di Umbertide rendendo omaggio ai Caduti con la deposizione delle corone. Presenti il Sindaco Luca Carizia, la Giunta e i Consiglieri Comunali, insieme alle autorità militari e religiose del territorio, alla Polizia Locale con il Gonfalone, oltre a cittadini ed associazioni, a testimonianza di una partecipazione ampia e condivisa.
Terminato il corteo, in Piazza XXV Aprile, l’allora Borgo San Giovanni distrutto dalle bombe il 25 aprile del 1944, è stata celebrata la Santa Messa presieduta da Monsignor Pietro Vispi insieme ai sacerdoti delle parrocchie umbertidesi.
Momento particolarmente significativo è stato quello che ha visto per protagonisti gli alunni delle classi quinte della Scuola Primaria “G. Di Vittorio”: attraverso testimonianze dirette, il coinvolgimento con Unitre Umbertide e la realizzazione di un’installazione commemorativa in piazza – con una pietra per ogni vittima del bombardamento – i ragazzi hanno dato voce a una riflessione autentica e profonda sul valore della pace e sull’importanza di non dimenticare.
Le celebrazioni sono terminate poi con l’intervento del sindaco Luca Carizia. “Il 25 aprile rappresenta per Umbertide una ricorrenza dal valore profondo e duplice, che unisce un momento di tristezza e dolore per la perdita di 74 nostri concittadini a un momento di rinascita e libertà – ha detto – Oggi celebriamo il coraggio di donne e uomini che si opposero al nazifascismo aprendo la strada ad una nuova stagione fondata sulla democrazia. A loro dobbiamo la possibilità di vivere oggi in un Paese libero, repubblicano e democratico. Ma il 25 aprile non può essere solo memoria perché la guerra non è relegata ai libri di storia ma continua purtroppo a manifestarsi in scenari non lontani da noi. Per questo siamo chiamati ogni giorno a scegliere il dialogo anziché lo scontro, il rispetto anziché l’odio, la convivenza anziché la violenza. Umbertide dice sì alla pace e no alla guerra. Viva la libertà, viva l’Italia, viva Umbertide”.






