Centro culturale islamico, “no” al culto

UMBERTIDE – Il Centro culturale islamico costruito in via Madonna del Moro non può essere utilizzato come luogo di culto. A precisarlo è l’Amministrazione comunale di Umbertide dopo aver ricevuto, lo scorso 27 aprile, dall’Associazione islamica di Umbertide un invito e una richiesta di patrocinio per l’inaugurazione del Centro culturale islamico di Umbertide.

“Nella missiva si fa riferimento nel programma inaugurale a “luogo di culto” e nella lettera alla “nuova Moschea il Misericordioso”, – specifica l’Amministrazione comunale – in contrasto con la compatibilità urbanistica e la destinazione d’uso dell’area interessata.

Già lo scorso 6 febbraio il responsabile dell’Ufficio urbanistico del Comune di Umbertide aveva comunicato al Centro culturale islamico di Umbertide che, al momento della presentazione della segnalazione certificata di agibilità, anche parziale, dell’immobile, sarebbe stato effettuato un sopralluogo al fine di attestare la rispondenza delle opere eseguite a quelle autorizzate dal “Permesso di costruire”, ribadendo fin d’ora che “l’immobile in costruzione non è destinato e non può essere destinato al culto”.

Una comunicazione che contrasta, a detta dell’Amministrazione comunale, con l’invito all’inaugurazione. E’ stata quindi inviata dal responsabile dell’Ufficio urbanistico del Comune di Umbertide una nuova lettera, in cui si specifica che l’immobile di prossima apertura viene definito impropriamente come “luogo di culto”

“L’immobile in questione non è destinato né può essere destinato al culto e pertanto non può essere considerato una moschea. – precisa l’Amministrazione – La destinazione d’uso “luogo di culto” non è compatibile dal punto di vista urbanistico con l’area dell’intervento e conseguentemente l’eventuale mancato rispetto della destinazione d’uso assentita dell’immobile costituisce illecito urbanistico, oltre che causa di rimozione degli effetti prodotti con l’attestazione dell’agibilità ai sensi dell’articolo 138 della Legge regionale 1/2015 e successive modifiche e integrazioni. Rispetto a quest’ultimo aspetto comunque si evidenzia che, ad oggi, non risulta ancora essere stata comunicata la certificazione di fine lavori dell’intervento e che pertanto l’immobile risulta essere ancora non ultimato”.

“Il rispetto della libertà di culto, che è un diritto umano fondamentale, sancito dalla nostra Costituzione, – conclude l’Amministrazione – deve però svolgersi da un punto di vista collettivo nel rispetto delle norme urbanistiche e delle corrette destinazioni d’uso”.