Corbucci (Pd): “Italia coda dell’Ue, ecco le nostre proposte”

UMBERTIDE – “L’Italia è in coda nell’Ue anche su lavoro e salari, ma il PD ha le sue proposte”. E’ quanto dichiara il segretario del Pd di Umbertide Filippo Corbucci in vista anche dell’iniziativa pubblica in programma domenica 7 giugno alle ore 18.30 presso il Puc dal titolo “Lavoro, crisi, Medio Oriente, ambiente” che vedrà la presenza dell’Eurodeputato Matteo Ricci.

“È la qualità strutturale del lavoro in Italia a rimanere “scarsa”, scrive Bruxelles. Tradotto: Salari bassi, difficoltà nella sicurezza del posto di lavoro e della carriera, nonché la disparità di genere, rimangono ostacoli importanti che richiedono interventi decisivi. – dichiara Corbucci – Annota la Commissione europea che “nonostante i recenti aumenti, l’Italia è tra gli Stati membri in cui i salari reali hanno registrato il calo maggiore dal 2019”. Aggiunge che “se da un lato la crescita salariale è limitata da una crescita della produttività strutturalmente bassa, dall’altro la stagnazione salariale è aggravata dal dumping contrattuale, dai ritardi nei rinnovi dei contratti e dal limitato ricorso alla contrattazione collettiva di secondo livello, in particolare tra le pmi e nel Sud del mondo”.

Il Partito Democratico ha avanzato la proposta di legge che prevede un aumento netto in busta paga di 200 euro al mese per gli under 35; contributi a fondo perduto per l’imprenditoria giovanile innovativa nelle aree interne e agevolazioni per acquisto e affitto della prima casa. Il Partito Democratico aveva già proposto il salario minimo. Dobbiamo avere a cuore il futuro di giovani, famiglie e imprese.

Nel frattempo – continua Corbucci . ieri, con la pubblicazione dei decreti sulla sicurezza sul lavoro, la nostra fantastica ministra del lavoro Calderone ha confermato un meccanismo che oserei definire straordinario: lo Stato adesso premia le aziende che non — occhio alla parola — registrano infortuni. Che non registrano. Non che non hanno: registrano.

L’effetto è superlativo: ora abbiamo un incentivo economico in più a non far emergere gli infortuni. Prima nasconderli poteva infatti servire a evitare controlli e responsabilità; adesso serve anche a ottenere sconti sui premi INAIL. Basta solo sembrare virtuosi, non esserlo.
In più, non vale per i subappalti e dal bonus vengono escluse solo le aziende condannate in via definitiva (anni e anni). Così l’azienda X che lavora esclusivamente – o quasi – in subappalto potrà continuare a ingaggiare ditte canaglia dove agli operai saltano gambe e braccia su base settimanale, ben conscia di poterlo fare non solo senza alcun rischio, ma venendo anche premiata.
Ci stanno riportando – conclude il segretario del Pd – indietro di cinquant’anni”.