UMBERTIDE – Ha catturato un’aula magna gremita di studenti curiosi e attenti, il professore Alessandro Barbero che mercoledì 23 settembre è stato ospite del Campus Da Vinci. Il noto storico e scrittore, esperto in storia medievale, apprezzato per le sue grandi doti da divulgatore, è stato infatti il protagonista dell’incontro promosso dal Dipartimento di Lettere dell’Istituto superiore umbertidese, grazie alla collaborazione con la casa editrice Laterza, e si è messo a disposizione degli studenti, rispondendo alle loro domande e curiosità.
“Ringrazio chi ha reso possibile avere oggi ospite del Campus il Prof. Barbero – ha dichiarato il dirigente scolastico Fabrizio Bisciaio che ha aperto l’incontro – Barbero sa raccontare la storia con semplicità e la semplicità dà la possibilità a tutti di conoscerla e capirla e capire da dove veniamo ci permette di capire dove andremo”. “I ragazzi hanno accolto con entusiasmo l’idea di ospitare il prof. Barbero ed è bello pensare che questi giovani abbiano lei come modello ed esempio – ha aggiunto la referente del Dipartimento di Lettere prof.ssa Martina Marcucci rivolgendosi a Barbero – Lei ha una grande passione che non ha tenuto per sé ma che ha voluto donare agli altri. Oggi la storia uscirà dal suo manuale e diventerà cosa concreta, punto di incontro e sguardo diverso sul mondo”.
Presente anche il sindaco Luca Carizia che ha portato il saluto dell’intera città di Umbertide ed ha ringraziato il professore e “tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione di un incontro che onora la nostra comunità”.
Poi è stata la volta degli studenti delle classi terze del Da Vinci che hanno rivolto le loro domande al professore Alessandro Barbero, da cosa significhi oggi studiare la storia a quanto il caso abbia influenzato gli eventi storici, ed ancora domande sul ruolo dei social e dell’intelligenza artificiale nel divulgare la storia, fino a curiosità sul Medioevo, periodo storico su cui Barbero è specializzato e ha scritto numerosi libri.
“La storia non è solo una materia scolastica ma è tutto quello che succede a tutti gli esseri umani – ha detto Barbero – e ciò che accade nella storia è come ciò che accade nelle nostre vite, che non dipendono solo da noi, ma dipendono anche dal caso, dalle azioni degli altri, dall’imprevedibile. E non è interessante studiare solo i grandi avvenimenti e i grandi personaggi, come Federico II o Carlo Magno, ma può essere interessante anche sapere con che cosa facevano colazione i contadini all’epoca del Medioevo. E allora le curiosità diventano infinite e non ti fermi più”.
E alla domanda di uno studente che ha chiesto a Barbero “perché ci dicono che bisogna studiare la storia per imparare gli errori del passato e non commetterli più se poi continuiamo a ripeterli”, il professore ha risposto che “Noi esseri umani pensiamo che, una volta imparata una lezione, non ci dobbiamo più pensare perché l’abbiamo capita, ma non basta aver imparato una lezione perché questa duri per sempre. Studiare la storia serve a capire chi siamo, cosa siamo in grado di fare; saperlo è utile ma non garantisce che gli errori non si ripeteranno più perché non tutti la studiano, non tutti la sanno”. Incalzato dalle domande degli studenti, Barbero ha poi affrontato temi molto vicini alle nuove generazioni come i social e l’intelligenza artificiale. Social che per Barbero “hanno un impatto positivo enorme perché sono un moltiplicatore pazzesco” ma bisogna stare attenti, ha detto, perché possono moltiplicare anche la diffusione di ciò che è sbagliato, falso o propagandistico. Così come ha invitato a prestare molta attenzione all’intelligenza artificiale perché è stata programmata per non rispondere mai “non lo so” e quindi può generare false risposte.
L’incontro si è concluso con il prof. Barbero che ha firmato autografi al termine di una mattinata che è stata una preziosa occasione di confronto e di conoscenza per gli studenti del Campus Da Vinci.









