UMBERTIDE – Il Museo di Santa Croce ha riaperto le porte. Giovedì 24 settembre si è svolta la cerimonia di riapertura dopo i lavori di miglioramento sismico, riallestimento e valorizzazione degli spazi espositivi.
L’inaugurazione, ospitata presso il Complesso Monumentale di San Francesco, e che ha richiamato una numerosa partecipazione, ha visto i saluti istituzionali e la presentazione del progetto di valorizzazione, seguiti dal taglio del nastro e dalla visita al nuovo allestimento. Presenti il Sindaco Luca Carizia, che ha portato il proprio saluto istituzionale, la Giunta comunale, i Consiglieri comunali, autorità civili, militari e religiose, Genesi Srl, Ceramiche Rometti, gli uffici e i tecnici comunali, le numerose associazioni del territorio, i tanti tecnici che hanno contribuito alla realizzazione dell’intervento, i cittadini umbertidesi e numerosi appassionati d’arte e delle grandi bellezze che il mondo della cultura ci riserva.
La benedizione è stata impartita dal Diacono Vincenzo Genovese. Presenti anche la Banda Città di Umbertide, che ha intonato l’Inno d’Italia sotto la guida del maestro Galliano Cerrini, e il Chorus Fractae Ebe Igi, che ha eseguito “Va, pensiero” dal Nabucco di Giuseppe Verdi.
La riapertura arriva al termine di un importante intervento sulla Chiesa di Santa Croce, sede del museo. I lavori di miglioramento sismico sono stati finanziati attraverso i Fondi PNRR per 480 mila euro, ai quali si sono aggiunti i lavori di ristrutturazione del campanile, danneggiato dal sisma del 9 marzo 2023, per un valore di 90 mila euro.
Un intervento che ha consentito non soltanto di riallestire e migliorare significativamente un sito di grande valore storico e artistico, ma anche di ripensarne la funzione e il modo di valorizzare il patrimonio custodito al suo interno.
Il progetto, realizzato con il nuovo gestore Genesi Srl – Società Benefit, ha rivoluzionato il percorso espositivo, la presentazione delle collezioni e i supporti didattici, con l’obiettivo di rendere la visita più chiara, accessibile e coinvolgente. La scelta è stata quella di superare la lettura delle opere come singoli oggetti, privilegiando una narrazione unitaria della città e del territorio, nella quale le diverse testimonianze dialogano tra loro.
L’itinerario parte dai reperti archeologici rinvenuti in ambito umbertidese, con particolare attenzione ai manufatti di epoca etrusca, e attraversa le diverse epoche della storia locale fino al Novecento e alla modernità, con le ceramiche Rometti. Trova spazio anche il patrimonio archeologico legato a Monte Acuto, il “monte di Umbertide”, valorizzando il rapporto tra museo, territorio e paesaggio e il percorso già avviato con il progetto di ArcheoHiking verso la cima del monte, dove si trova la storica croce di Monte Acuto.
L’allestimento prosegue con le testimonianze provenienti dalle chiese cittadine, le opere legate alla storia religiosa e confraternale di Umbertide e la ricchezza artistica del Rinascimento.
Fulcro del Museo rimane uno dei capolavori assoluti del patrimonio cittadino: la Deposizione della Croce di Luca Signorelli, realizzata nel 1516 per la Confraternita di Santa Croce e ancora oggi conservata nel luogo per il quale fu concepita. Accanto all’opera di Signorelli, dipinti, sculture e altre testimonianze delle collezioni civiche contribuiscono a restituire la complessità della storia artistica della città.
Una delle importanti novità del nuovo allestimento riguarda l’esposizione delle ceramiche Rometti, preziosa testimonianza artigianale e artistica profondamente legata al territorio di Umbertide, alle sue tradizioni e al suo tessuto economico e sociale.
La storica Manifattura impiega maestranze locali da cinque generazioni e partecipa attivamente alle iniziative culturali della comunità umbertidese.
Precedentemente ospitata in altra sede, la collezione entra oggi nel Museo di Santa Croce grazie alla preziosa collaborazione di Ceramiche Rometti e del suo CEO Massimo Monini, che ha dedicato all’iniziativa tempo, passione e competenza, affiancando agli iconici esemplari novecenteschi anche un’accurata selezione di opere contemporanee.
La riapertura è stata accompagnata anche da una scelta precisa nel rapporto con la comunità locale: l’ingresso sarà gratuito per tutti i cittadini e le cittadine di Umbertide e per tutti gli alunni e le alunne delle scuole umbertidesi.
“Oggi restituiamo alla nostra comunità un luogo che appartiene alla storia e all’identità di Umbertide. – ha dichiarato il Sindaco Luca Carizia – Il nuovo Museo di Santa Croce non è soltanto uno spazio rinnovato, ma un patrimonio che torna a vivere e a essere accessibile a tutti. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato: istituzioni, tecnici, imprese, uffici, operai, associazioni, realtà culturali e cittadini. È attraverso questa collaborazione che possiamo custodire la nostra storia e, allo stesso tempo, costruire nuove occasioni di cultura e partecipazione per il futuro della nostra città”.
“La riapertura di Santa Croce – ha sottolineato l’Assessore alla Cultura del Comune di Umbertide Annalisa Mierla – rappresenta per noi molto più della restituzione di uno spazio museale dopo importanti lavori. Il nostro obiettivo è offrire a chi entra a Santa Croce non una semplice successione di opere, ma un viaggio affascinante nella storia di Umbertide: dagli Etruschi al Rinascimento di Signorelli, dalla storia religiosa e artistica della città fino al Novecento e alla modernità delle Ceramiche Rometti. Un percorso nel quale il patrimonio possa tornare a parlare alla comunità e nel quale anche il territorio, con i suoi luoghi e il suo paesaggio, diventi parte del racconto. Abbiamo voluto che il Museo fosse prima di tutto un luogo vissuto dalla sua comunità – conclude l’assessore –; rendere gratuito l’accesso agli umbertidesi e ai nostri studenti significa favorire la conoscenza del patrimonio e rafforzare quel senso di appartenenza che nasce quando una comunità riconosce come propria la sua storia”.
L’Assessore ai Lavori Pubblici, Alessandro Villarini, ha sottolineato “l’intervento di 480mila euro, finanziato dal PNRR, che ha permesso di realizzare importanti lavori di miglioramento sismico e di riqualificazione di uno dei luoghi più importanti del patrimonio storico e culturale della nostra città. I lavori hanno interessato la struttura dell’edificio, con interventi sulla copertura e sul manto, sui canali di gronda e sugli elementi architettonici, con particolare attenzione alla conservazione delle caratteristiche storiche e decorative del complesso. A questo si è aggiunto un finanziamento della Protezione Civile di 90mila euro, che ha consentito un intervento specifico sul campanile, danneggiato dal terremoto del 2023”.











