Liceo linguistico a Città di Castello, Umbertide dice “no”

UMBERTIDE – “No” all’attivazione dell’indirizzo di liceo linguistico a Città di Castello. E’ la dura presa di posizione dell’Amministrazione Comunale di Umbertide che in una nota ha espresso “il proprio stupore alla richiesta di un Istituto di Città di Castello di attivare un nuovo indirizzo Linguistico nello stesso ambito territoriale in cui l’indirizzo è già presente, da anni, presso l’IIS “Leonardo da Vinci”, eccellenza consolidata del sistema scolastico cittadino e regionale”.

Una proposta, dichiara l’Amministrazione comunale di Umbertide, che va contro la normativa. “La proposta si scontra frontalmente con due criteri che – dichiarano dal Palazzo comunale – l’articolo 3.2 delle Linee guida della Regione Umbria sulla Programmazione territoriale degli indirizzi di studio 2026/29 pone come cardine imprescindibile, non come opzioni tra cui scegliere”.

Il primo è il divieto di sovrapposizione in quanto la norma richiede espressamente di “riequilibrare l’offerta formativa evitando in ogni caso interferenze e sovrapposizioni”. “Due indirizzi linguistici, a pochi chilometri di distanza e nello stesso ambito territoriale, – dichiara l0Amministrazione comunale di Umbertide – sono la sovrapposizione che la norma vieta in modo letterale”.

Il secondo criterio riguarda invece il calo demografico. La stessa norma impone di garantire un’offerta “stabile nel lungo periodo”, fondata su un bacino di utenza reale. “Le proiezioni sul calo demografico del territorio – continua ancora l’Amministrazione – dicono con chiarezza che i numeri per sostenere due indirizzi linguistici identici, nello stesso bacino, semplicemente non esistono.

Questi due principi non sono in tensione tra loro: sono la stessa cosa vista da due lati. Non si può duplicare un indirizzo proprio mentre il bacino di utenza che dovrebbe sostenerlo si restringe. Il calo demografico non è un’aggravante accessoria alla sovrapposizione: la rende impraticabile per definizione. Autorizzare oggi un doppione mentre la popolazione scolastica cala significa violare esplicitamente l’articolo 3.2″.

Il rischio infatti è che, come dimostrano le proiezioni dei flussi di iscrizione, con l’attivazione dell’indirizzo di liceo linguistico nella vicina e ben più grande Città di Castello, nell’arco di un solo ciclo scolastico, si arriverebbe alla chiusura dello stesso indirizzo presso il “Leonardo da Vinci”, con gravi ripercussioni anche sul personale impiegato.

“Confidiamo che la Provincia di Perugia e la Giunta regionale in una logica di buon senso e di equilibrio tenga conto di quanto descritto e faccia scelte senza danneggiare nessun territorio. – continua l’Amministrazione comunale – Su questa delicata questione, Umbertide sarà unita, al di là di ogni appartenenza politica, per difendere una vera eccellenza del proprio sistema scolastico”.