UMBERTIDE – La Provincia di Perugia ha dato il via libera all’istituzione dell’indirizzo di liceo linguistico, con l’introduzione anche della lingua cinese mandarino, presso il liceo statale “Plinio il Giovane” di Città di Castello. E’ quanto previsto nel Piano dell’Offerta Formativa per l’anno scolastico 2027/2028, approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale di Perugia.
Una decisione che va contro la volontà dell’Amministrazione comunale di Umbertide che solo qualche giorno fa si era appellata a Provincia e Regione al fine di evitare quella che sarebbe una sovrapposizione di indirizzi, con il rischio di chiusura per il liceo linguistico attivo da anni presso il Campus Da Vinci.
“Il mondo del lavoro e i bisogni delle famiglie cambiamo velocemente: se non rinnoviamo l’offerta rischiamo di formare ragazzi per un mondo che non esiste più. – ha dichiarato la consigliera delegata Francesca Pasquino – Ogni ragazza e ogni ragazzo deve poter scegliere il proprio percorso qui e ogni nuovo indirizzo che approviamo deve reggere nel tempo. Per questo è fondamentale fare rete a livello di ambito territoriale. Solo dialogando e programmando insieme a Direzioni didattiche e dirigenze scolastiche, Amministrazioni locali e parti sociali, possiamo evitare sovrapposizioni inutili”.
Per la Provincia è stato opportuno approvare la richiesta di attivazione a Città di Castello di un nuovo indirizzo di liceo linguistico perché il territorio tifernate vanta una ricca tradizione nei settori dell’artigianato, del mobile, della tipografia, della metalmeccanica e dell’edilizia.
Città di Castello è infatti considerato “comune di confine” con la vicina Toscana e per questo è stato dato l’ok alla sperimentazione, in via eccezionale, di tale indirizzo, anche se già presente ad Umbertide.
“Il nostro compito in questa aula è confermare la bontà politica e territoriale della scelta, superando formalmente qualsiasi dubbio legato alla vicinanza geografica con Umbertide, distante circa 20 km. – ha poi dichiarato il Presidente della Provincia Massimiliano Presciutti – Il divieto di sovrapposizione delle offerte formative nasce per evitare l’inutile duplicazione di corsi identici che finirebbero per cannibalizzare le iscrizioni. Ma il caso in esame è l’esatto opposto: si tratta di una netta differenziazione. Mentre l’istituto di Umbertide garantisce da anni, con eccellenti risultati, percorsi linguistici consolidati, Città di Castello intende introdurre una lingua strategica, il cinese mandarino, totalmente assente nel nostro territorio: due opportunità radicalmente diverse per studenti con aspirazioni diverse. Sostenere questa scelta significa che l’Alta Valle del Tevere non si divide in logiche di campanile, ma sa fare rete, diversificare la propria offerta e rendersi attrattiva oltre i propri confini. Questa scelta – ha continuato Presciutti – è stata il frutto di un ampio e partecipato dibattito avvenuto nella Conferenza di Ambito, che non ha visto la partecipazione del Comune di Umbertide, che sono certo non mancherà di esprimere le proprie legittime opinioni nelle sedi opportune che verranno aperte dalla Regione Umbria, l’ente preposto alla adozione del Piano dell’Offerta Formativa Regionale”.
Il parere favorevole della Provincia è ora subordinato a quello dell’Ufficio Scolastico Regionale e dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria relativamente alla deroga sulla sovrapposizione territoriale.



