Judo, il Kodokan Fratta conquista 4 medaglie in Coppa Italia

UMBERTIDE – Quattro medaglie di bronzo. È il bottino conquistato dal Kodokan Fratta nella Coppa Italia di judo Csen che si è svolta domenica scorsa a Velletri (Roma).

La prima medaglia è arrivata da Monica Cherubini, che nella categoria dei più 70kg under 18 ha sfoderato una prestazione superlativa perdendo un solo incontro, con l’attuale numero tre d’Italia, e a soli 18 secondi dal termine. Una gara fatta di consapevolezza dei propri mezzi e di determinazione ha permesso alla giovane atleta di esprimersi al massimo e di affrontare senza difficoltà qualsiasi tipo di avversaria.

Stessa medaglia anche per Anna Maria Vergati che ha combattuto in una categoria di peso superiore a quella in cui di solito si confronta ma, grazie alla consueta grinta, è riuscita a portare a casa comunque il bronzo.

Conferme anche per Leonardo Spinalbelli autore di una buona prestazione in una categoria difficilissima con ben quattro medagliati ai campionati italiani Fijlkam. Leonardo ha vinto tre incontri per ippon e perso la semifinale con un atleta molto esperto che non gli ha dato il tempo di esprimersi al meglio.

Torna finalmente sul podio anche il capitano della squadra, Michele Milli, autore di un’ottima gara. Il campione non vedente è finalmente tornato a confrontarsi con gli atleti vedenti sfoderando una buona prestazione e raggiungendo il bronzo al termine di due incontri molto impegnativi dove ha affrontato solo cinture nere. 

“Vorrei ringraziare i dirigenti nazionali della Csen – spiega il presidente del Kodokan Mirco Diarena – perché consentono ai ragazzi con problemi visivi come Michele di combattere con i cosiddetti normodotati. Al di là dell’aspetto sportivo permettono di realizzare una reale integrazione. Lo sport, a mio modo di vedere, dovrebbe spingersi sempre più in questa direzione. Vorrei ringraziare infine anche i ragazzi, anche quelli che non hanno combattuto e che magari sono venuti a fare il tifo, per i sacrifici che sono costretti a fare, insieme alle loro famiglie, per raggiungere questi traguardi che danno lustro ad un territorio poco attento al judo e ai valori che trasmette”.