La Tari aumenta, in Consiglio scoppia la bagarre

UMBERTIDE – Il Consiglio comunale di Umbertide ha approvato, non senza polemiche, le nuove tariffe della Tari che prevedono, per il 2024, rincari intorno al 14%, secondo quanto previsto dal Piano economico e finanziario deliberato dall’Auri. Il piano, che ha visto il voto a favore dei sindaci di tutti i 14 Comuni del sub-ambito 1 ad accezione del sindaco di Umbertide Luca Carizia che si è astenuto, prevede infatti un aumento pari a 400mila euro dei costi per il 2024.

Come spiegato dall’assessore all’Ambiente Francesco Cenciarini, le tariffe della Tari vengono definite dal gestore de rifiuti insieme ad Auri, e poi sottoposte al controllo di Arera e “ai Comuni – ha detto – non resta che ratificarle. Nello specifico i 400.000 euro di aumento sono determinati per un 7% dall’indicizzazione Istat, che va a colpire tutti i comuni italiani, e per la restante parte dall’aumento dei costi del servizio. Il Comune ha possibilità di manovra pari a zero, i sindaci di tutti i 14 comuni, indipendentemente dal colore politico, saranno costretti a varare gli aumenti delle tariffe, deliberate dall’assemblea dei sindaci, dove l’unico ad astenersi è stato proprio il sindaco Carizia”. Cenciarini ha poi ricordato anche che il sindaco Carizia ha firmato, insieme ad altri sindaci, una lettera di protesta contro gli aumenti e che sono state fatte varie sollecitazioni dall’Amministrazione comunale di Umbertide nei confronti di Auri affinché intervenga sul gestore per garantire quei servizi previsti dal disciplinare di gara, che risultano ad oggi assolutamente carenti o mai attivati, vale a dire l’incremento degli spazzamenti, l’implementazione della raccolta differenziata porta a porta, il rinnovo del parco mezzi, la sostituzione dei mastelli di raccolta, la modifica della raccolta del vetro e la realizzazione della nuova sede operativa presso la zona industriale Madonna del Moro.

“Anche in passato abbiamo votato obtorto collo ma lo abbiamo fatto per senso delle istituzioni – ha affermato nel suo intervento il sindaco Carizia – Vi chiedo di votare qualcosa che non piace a nessuno, ma che dobbiamo fare, altrimenti salterebbe il bilancio”.

L’aumento delle tariffe Tari ha inevitabilmente acceso il dibattito tra i consiglieri, sia dagli scranni dell’opposizione che da quelli della maggioranza. Critico è stato il Partito Democratico. “Il Comune di Umbertide è stato blando nel ricevere questa imposizione – ha detto Corbucci – avrebbe potuto mettere in campo risorse per andare incontro alle tante famiglie costrette a subire un aumento della Tari del 14%”.

Corrente, pur apprezzando l’astensione del sindaco Carizia alla votazione del Pef, ha sottolineato la necessità di fare rete tra i Comuni al fine di perseguire obiettivi comuni.  Critico anche il consigliere di FdI Antonio Molinari. “Se l’aumento ci viene imposto, perché dobbiamo votarlo?”, ha detto Molinari che, dopo un botta e risposta con la presidente del consiglio Giovanna Monni, ha abbandonato l’aula e non ha partecipato alla votazione. Hanno invece espresso appoggio e piena fiducia nell’operato del sindaco e dell’Amministrazione comunale i consiglieri di maggioranza (FdI, Lega e Umbertide per Carizia sindaco). “Siamo costretti purtroppo a votare un aumento ingiustificato che va a ricadere sulle tasche dei nostri cittadini – hanno detto – Le tariffe sono state decise da Auri, al Comune spetta solo il ruolo di esattore”.

Messe in votazione, le tariffe Tari sono state approvate con 10 voti a favore (Lega, FdI e Umbertide per Carizia sindaco) e 6 voti contrari (Pd, Progressisti per l’innovazione e Corrente).