Il Signorelli diventa digitale, ora la “Deposizione dalla Croce” è alla portata di tutti

UMBERTIDE – Santa Croce è chiusa per restauro ma il Signorelli a portata di tutti. La “Deposizione dalla Croce” infatti diventa completamente digitale, con la possibilità di scoprire grazie a un Qr Code, da smartphone o da computer, dettagli rimasti finora inesplorati al grande pubblico. Il progetto, voluto dal Comune di Umbertide e realizzato da Haltadefinizione è stato presentato alla città davanti a una folta platea nel pomeriggio di giovedì 16 maggio nella sala del Consiglio comunale.

L’evento, introdotto e coordinato dal presidente del Consiglio comunale Giovanna Monni, ha visto la presenza del sindaco Luca Carizia; del vicesindaco con delega alla cultura Annalisa Mierla; dell’amministratore delegato e del direttore commerciale di Haltadefinizione, Luca Ponzio e Vincenzo Marsico; del ricercatore e documentarista Giuseppe Sterparelli, che ha curato la monografia “Luca Signorelli in Altotevere” e coordinato l’edizione italiana de “La Vita e l’arte di Luca Signorelli” di Tom Henry, massimo esperto signorelliano al mondo e dell’assessore Lorenzo Cavedon.

La digitalizzazione del dipinto è stata effettuata utilizzando tecnologie all’avanguardia che permettono una risoluzione gigapixel, consentendo di zoomare fino a cogliere dettagli invisibili ad occhio nudo. Questa operazione non solo costituisce un’importante tappa per la valorizzazione e la conservazione del patrimonio culturale, ma rappresenta anche un esempio di come l’innovazione tecnologica possa contribuire a rendere l’arte accessibile a tutti, ovunque e in qualsiasi momento.

“Con la digitalizzazione – ha dichiarato la presidente del Consiglio Giovanni Monni –  potremo osservare quello struggente effluvio di sangue dai piedi del Cristo martoriato che la Maddalena tenta inutilmente di raccogliere tra le sue mani oppure cogliere in tutta la sua delicatezza la lacrima che solca il volto di San Giovanni Evangelista e seguire tutti i passaggi raccontati da Signorelli. Alle spalle del Cristo, sulla sinistra, la scena della crocefissione dove una tempesta di gigapixel restituisce la rigidità dei corpi inchiodati al legni”.

Nel suo intervento, il sindaco Carizia ha voluto ringraziare “tutti coloro che si sono spesi nel progetto, riconsegnando alla nostra comunità la Deposizione dalla Croce. Questo progetto si inserisce in un quadro molto più grande, che comprende la ristrutturazione del museo di Santa Croce tramite dei fondi per la rigenerazione urbana inseriti all’interno del Pnrr. L’investimento economico deliberato ha un valore di circa mezzo milione di euro – dichiarato ha proseguito – ma restava il problema della chiusura e mancata fruizione delle opere conservate al suo interno, regina tra tutte, la Deposizione. La  risposta che proviamo ad offrire è la digitalizzazione, la più intima visione dell’opera”.

“Riconsegniamo alla città la Deposizione dalla Croce del Signorelli in maniera digitale. – ha aggiunto il vicesindaco con delega alla Cultura Annalisa Mierla – Scannerizzando un QrCode o visitando il sito del Comune possiamo entrare all’interno dell’opera e fruire di tutti quei particolari che sarebbe stato impossibile cogliere. Non potevamo far uscire da Santa Croce la Deposizione né cederla a un altro Comune che ce la conservasse per tutta la durata della ristrutturazione del museo. Quindi abbiamo pensato a una soluzione innovativa come quella che abbiamo messo in atto. In questa maniera facilitiamo l’ingresso al museo di Santa Croce, rendendolo accessibile alle persone con disabilità e mostrando uno dei beni culturali del nostro territorio in maniera gratuita”.

“L’esplorazione digitale permette di vedere finalmente bene le pose di alcune figure della predella, – ha continuato – Giuseppe Sterparelli – esplicitamente riscontrabili in opere di Piero della Francesca, rafforzando così la tesi dell’apprendistato di Signorelli presso il più anziano maestro”. “Abbiamo deciso di digitalizzare quest’opera del Signorelli perché vogliamo che tutto il mondo la conosca, per questo motivo l’abbiamo messa online in maniera gratuita per farla rendere visibili a tutti. – ha spiegato il Ceo di Haltadefinizione, Luca Ponzio – Le nostre tecnologie consentono di distribuire e divulgare contenuti d’arte attraverso la rete in modo flessibile, dinamico e istantaneo. Ciò consente a un visitatore che magari sta dall’altra parte del mondo di fruire di un bene che diversamente potrebbe venire a vedere solo sul posto e non sempre è possibile. Siamo partiti dai grandi capolavori come ‘L’ultima cena’ di Leonardo Da Vinci, la Cappella degli Scrovegni di Giotto o la Basilica di Assisi ma nei nostri piani c’è l’obietivo di restituire alla comunità tanti beni importanti, posizionati in luoghi difficili da raggiungere o fuori dai percorsi turistici principali”.