UMBERTIDE – Con la tradizionale sfilata dei mezzi agricoli e industriali, Umbertide ha festeggiato questa mattina il 1° Maggio, festa dei lavoratori. L’iniziativa è stata promossa dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil e quest’anno era incentrata sul tema “Uniti per un lavoro sicuro”. Un corteo lungo due chilometri e aperto da decine e decine di mezzi agricoli e industriale, ha sfilato per le vie della città, animato dalle allegre note della banda musicale diretta dal maestro Galliano Cerrini per poi arrivare in piazza Matteotti dove si sono tenuti gli interventi, introdotti da Gloria Prosperi della Cgil, del sindaco Luca Carizia e dei rappresentanti sindacali che hanno posto l’accento sull’importanza del Primo Maggio, occasione per riflettere sui progressi fatti e sulle sfide ancora da affrontare per “garantire condizioni di lavoro giuste e sicure per tutti, perché la sicurezza è un diritto fondamentale che viene spesso sacrificato da una precarizzazione estrema in nome del profitto”.
Il sindaco Carizia, dopo aver espresso solidarietà ai lavoratori della Lucyplast, interessata la domenica di Pasqua da un grave incendio, e alla comunità di Pian D’Assino, ha ricordato che “il lavoro non è solo un mezzo di sostentamento ma uno strumento di dignità. Il lavoro – ha detto – è speranza e futuro”. E’ poi intervenuto Luca Minestrini in rappresentanza della CISL. “L’Italia è fondata sul lavoro di tutti, il lavoro è l’elemento base della nostra identità democratica, – ha detto – ed oggi è necessario rimuovere gli ostacoli che si frappongo a questo diritto. Dobbiamo lottare per un lavoro di qualità, sicuro, equo e solidale. Ogni giorno si registrano 1.600 infortuni e 3 morti sul lavoro, numeri che dobbiamo assolutamente azzerare”.
Dal palco è poi intervenuto anche Marco Amantini, delegato Rsu Fiom del Gruppo Tiberina. “Siamo preoccupati perché molti lavoratori sono stati mandati a casa e non si vede una luce in fondo al tunnel – ha detto – l’opinione pubblica e le istituzioni stanno facendo poco ma se l’automotive dovesse finire, per Umbertide sarebbe un disastro”. A concludere gli interventi Andrea Marconi della CGIL.
“Ogni Primo Maggio ci ritroviamo a piangere vittime, – ha detto – nel 2024 sono stati registrati 1090 morti ed è inutile convocare una volta all’anno un Consiglio dei ministri se poi non si combattono precarietà e povertà, quando sono proprio la precarietà e la povertà a mettere a rischio la sicurezza. Oggi un lavoratore su dieci è a rischio povertà, e lo dimostra anche il fatto che le retribuzioni di marzo sono state più basse dell’8%, ma il problema è anche la precarietà visto che l’82% dei contratti attivati nel 2023 era precario. Serve combattere la precarietà, garantire sicurezza sul lavoro e fare in modo che il lavoro viaggi di pari passo con la tutela dell’ambiente”.
La mattinata si è poi conclusa con la deposizione di un mazzo di fiori ai piedi del monumento dedicato ai Caduti sul lavoro.


























