Umbertide omaggia il suo Eroe, il parco intitolato a Donato Fezzuoglio

UMBERTIDE – Umbertide ha reso omaggio al suo Eroe. Questa mattina, venerdì 30 gennaio, in occasione del ventesimo anniversario della sua scomparsa, il parco di via Battisti è stato intitolato all’appuntato Donato Fezzuoglio, il giovane carabiniere Medaglia d’Oro al Valor Militare che perse la vita il 30 gennaio del 2006 nel tentativo di sventare una rapina ai danni del Monte dei Paschi di Siena in via Andreani.

Questa mattina, a vent’anni dal quel tragico giorno, si è svolta una solenne cerimonia di commemorazione, a cui hanno partecipato le massime autorità civili, militari e religiose del territorio che, insieme a tanti studenti e cittadini umbertidesi, si sono strette intorno alla vedova Emanuela Becchetti e al figlio Michele, ai genitori e ai fratelli di Donato e ai familiari di Emanuela.

Tra le autorità presenti il sindaco di Umbertide Luca Carizia insieme alla Giunta, alla presidente del Consiglio Monni ed alcuni consiglieri, il sindaco di Bella, città natale di Fezzuoglio, Leonardo Sabato, il Prefetto Zito e il Questore Sallustio, il consigliere regionale Michelini e il consigliere provinciale Dominici.

Tra le autorità militari hanno partecipato alla commemorazione il Comandante Interregionale dei Carabinieri gen. Aldo Iacobelli, il Comandante di Legione gen. Luca Corbellotti, il Comandante Provinciale col. Sergio Molinari, il Comandante di Compagnia cap. Massimiliano Croce e il Comandante della Stazione di Umbertide mar. Cesare Rampazzi Minella, oltre a rappresentanti di Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco e associazioni combattentistiche dell’Arma.

Intorno alle 10.10, le note della Fanfara dei Carabinieri di Firenze hanno dato il via alla toccante cerimonia civile, culminata con lo svelamento della targa commemorativa che intitola a Donato Fezzuoglio il parco Usu, targa che è stata poi omaggiata con la deposizione di una corona di alloro e benedetta dal Vescovo di Gubbio e Città di Castello mons. Luciano Paolucci Bedini.

In piedi davanti alla targa il sindaco Carizia, il generale Iacobelli, Emanuela, Michele e i familiari del carabiniere che, commossi, hanno reso omaggio a Donato, un giovanissimo carabiniere che ha adempiuto al dovere fino all’estremo sacrificio e che è diventato un eroe per tutta la comunità di Umbertide, che oggi si è stretta intorno ai familiari con profonda commozione ed immensa gratitudine.

Dopo gli onori militari all’appuntato Fezzuoglio è stata la volta degli interventi. Il primo a prendere la parola è stato il sindaco Luca Carizia che ha ringraziato innanzitutto i familiari di Fezzuoglio che “hanno saputo custodire con straordinaria forza, con dignità e con onore la memoria di Donato” e l’Arma, “custode dei valori che Donato ha perseguito fino all’estremo sacrificio. Quando l’Arma dei Carabinieri ha avanzato la richiesta di intitolare un luogo della nostra città all’appuntato Donato Fezzuoglio, abbiamo accolto fin da subito questa proposta con convinzione. – ha detto Carizia – La scelta del Parco USU di via Cesare Battisti non è stata casuale ma fortemente voluta per il significato simbolico e umano che questo luogo rappresenta, un parco vissuto ogni giorno, un centro di vita attiva per l’intera comunità, un luogo amato, sentito e frequentato soprattutto dai giovani e dalle nuove generazioni, ed è proprio per questo che abbiamo ritenuto giusto dedicarlo a Donato, perché il suo sacrificio possa vivere nella quotidianità”.

“Oggi siamo qui non per rimarginare una ferita, che non si rimarginerà mai, ma per ricordare un uomo, un carabiniere che ha donato la propria vita per onorare il giuramento prestato, per la difesa della collettività e della patria – ha dichiarato il Comandante Interregionale dei Carabinieri generale Aldo Iacobelli – Oggi vogliamo simbolicamente consegnare ai giovani il compito di custodire la storia, la memoria e il valore dell’Appuntato Fezzuoglio, consapevoli che il futuro è già loro e che saranno pienamente all’altezza di affrontare le sfide che il domani riserverà loro. Che l’esempio di Donato diventi patrimonio anche delle nuove generazioni”.

Emozionanti le parole di Emanuela Becchetti che ha ricordato quel 30 gennaio di 20 anni fa come “una giornata che ha segnato e cambiato in modo indelebile la vita di noi familiari, una giornata di morte e paura che ha cambiato e scosso anche la serenità di una città lontana dalla violenza. Vedere oggi il nome di Donato legato ad un luogo frequentato da bambini e famiglie ci riempie di orgoglio – ha detto Emanuela – Con l’arrivo della bella stagione questo spazio risuonerà di schiamazzi gioiosi e ci piace interpretare tutto ciò come una speranza viva di risposta alla violenza che ci ha portato via Donato, che amava la vita, credeva in un mondo migliore, adorava il suo lavoro e faceva del senso del dovere la sua ragione di vita umana e sociale”. Emanuela ha poi ringraziato i Carabinieri per la loro presenza costante e preziosa in questi venti anni ricordando che “la morte non porta via completamente le persone perché resta sempre la loro opera che ci spinge a continuare. E voi – ha aggiunto rivolgendosi ai carabinieri – potete con il vostro servizio continuare a fare ciò che a Donato è stato impedito”.

La cerimonia è poi proseguita presso la Chiesa di Cristo Risorto, per la celebrazione religiosa officiata dal Vescovo monsignor Luciano Paolucci Bedini, accompagnata dalle note del Chorus Fractae Ebe Igi.

In mattinata anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha voluto dedicare, attraverso i propri canali social, un messaggio a Donato, ricordando il sacrificio dell’Appuntato dei Carabinieri e rinnovando il valore della memoria e della gratitudine nei confronti di chi ha perso la vita nell’adempimento del dovere.