UMBERTIDE – Umbertide celebra Giovanni Pico della Mirandola (1463–1494), uno dei più grandi filosofi dell’Umanesimo e delle più brillanti intelligenze del Rinascimento italiano, che, per un breve periodo, fu cittadino della antica Fratta, dove dimorò dalla primavera all’autunno 1486.
La sua presenza trasformò Umbertide in un vero e proprio laboratorio intellettuale e per questo motivo, nella ricorrenza dei 540 anni dal soggiorno umbertidese del filosofo, mons. Pietro Vispi, parroco della Collegiata ed autore di numerosi testi di storia locale, ha pubblicato in questi giorni il suo nuovo libro, “Giovanni Pico della Mirandola. Fratta 1486; soggiorno, opere ed Epistolario” (Ed. Nuova Prohmos), rivisitazione ed ampliamento di un suo precedente lavoro.
Inoltre Mons. Vispi ha voluto dedicare a Pico una targa commemorativa apposta su una delle facciate della Collegiata. Sabato 8 agosto quindi alle ore 21, sul sagrato della chiesa, si terranno la presentazione del volume e l’inaugurazione della targa, opera di Alberto Alunni e Francesco Massini.
Giovanni Pico della Mirandola arrivò a Fratta dopo essere fuggito da un’epidemia di peste scoppiata a Perugia; qui lavorò ad alcune delle sue opere più importanti tra cui l’Oratio de hominis dignitate (“Discorso sulla dignità dell’uomo”), che costituisce il manifesto più significativo dell’Umanesimo rinascimentale, quindi il Carmen de Pace, presupposto spirituale e filosofico dell’Oratio, le “Conclusiones” delle “Novecento Tesi”, il “Commento alla canzone d’amore” di Girolamo Benivieni, un epistolario indirizzato a personaggi di chiara fama come Taddeo Ugolini, Marsilio Ficino, Domenico Benivieni.




