UMBERTIDE – Prima forzano un posto di blocco a Sansepolcro, poi fuggono inseguiti dai carabinieri, infine causano un incidente a pochi passi dal centro storico di Umbertide. Scene degne di un film poliziesco che invece sono diventate realtà e che, solo per un caso fortuito, non hanno causato vittime né feriti.
E’ successo nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 11 settembre. Un Suv, una Jeep Renegade di colore bianco con a bordo due giovanissimi, un 19enne e un minorenne di nazionalità egiziana, viene invitata a fermarsi dai carabinieri ad un posto di blocco istituito nel territorio comunale di Sansepolcro ma il ragazzo alla guida, invece di fermarsi, pigia il piede sull’acceleratore, evita i controlli e si dà alla fuga.
Subito scatta l’inseguimento da parte della pattuglia dei carabinieri ma la Jeep non accenna a fermarsi e prosegue la sua corsa. Una rocambolesca fuga durata circa una quarantina chilometri fino a quando da Niccone l’auto con a bordo i due egiziani entra a Umbertide, nella centralissima e trafficatissima via Giuseppe Garibaldi dove accade l’inevitabile. Lungo la via infatti la Jeep finisce per tamponare una Audi A4, con una bordo un uomo di 40 anni insieme alla figlia. L’automobilista, udite le sirene in avvicinamento, tenta infatti di accostarsi sul ciglio della strada al fine di favorire il passaggio dei carabinieri, ma viene urtato nella parte posteriore sinistra della vettura dal suv.
Terminata, inevitabilmente, la corsa in auto, i due scappano a piedi ma basta poco ai carabinieri della Compagnia di Città di Castello per fermarli e dichiararli in arresto. La fuga in auto dopo un alt delle forze dell’ordine integra infatti il reato di resistenza a pubblico ufficiale, previsto dall’art. 337 del Codice penale, nel caso in cui la guida diventa pericolosa, mettendo a rischio l’incolumità degli agenti o di terze persone.
Per questo motivo per i due – risultati poi essere senza fissa dimora, privi di documenti e senza patente di guida – sono scattate le manette. Dai controlli sul suv, è emerso invece che l’auto era stata noleggiata ad una società ed era regolarmente assicurata. Ora spetterà ai carabinieri fare luce su quanto accaduto e indagare sui motivi che hanno spinto i due ad eludere i controlli.




