Ipotesi cva per l’ambulatorio medico a Pierantonio

UMBERTIDE – L’ambulatorio medico a Pierantonio potrebbe riaprire negli spazi del locale Cva. Sarebbe infatti questa l’ipotesi al vaglio del Distretto dell’Alto Tevere della Asl 1 che ha proposto l’utilizzo di un locale pubblico per consentire al medico di base di riprendere l’attività ambulatoriale nella frazione duramente colpita dal sisma di tre anni fa. A riferirlo è stata la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti in risposta all’interrogazione presentata dai consiglieri di Forza Italia Laura Pernazza e Andrea Romizi.

“Da notizie di stampa, – ha spiegato Pernazza – nella frazione di Pierantonio è venuta meno l’apertura dell’ambulatorio di medicina generale, con conseguente spostamento dell’attività sull’ambulatorio ad Umbertide, determinando disagi per la popolazione. La chiusura coinvolgerebbe circa 500 assistiti e sarebbe collegata alla mancanza di una sede conforme ai requisiti strutturali e all’assenza di una soluzione alternativa immediatamente disponibile”. Da qui la richiesta alla Giunta regionale di conoscere “quali iniziative urgenti e
strutturali intenda assumere, tramite USL Umbria 1 e in raccordo con il Comune di Umbertide, per garantire il ripristino del presidio di
medicina generale a Pierantonio”.

Dopo aver specificato che “la chiusura dell’ambulatorio di medicina generale nella frazione Pierantonio non è una scelta programmatoria regionale, né una riduzione di servizi sanitari territoriali decisa dall’Asl, ma una decisione autonoma del medico titolare” e che comunque “la Regione non ha sottovalutato l’impatto che questa chiusura ha prodotto su una comunità di 500 assistiti collocata in un territorio fragile per gli eventi sismici”, la presidente Proietti ha riferito che “il Distretto dell’Alto Tevere della Asl 1 ha attivato un confronto istituzionale con il Comune di Umbertide, che si è dimostrato assolutamente disponibile, individuando una possibile collocazione dell’ambulatorio all’interno del Centro di vita associativo di Pierantonio”.

“Una soluzione concreta e sostenibile”, afferma ancora la Proietti, “un’ipotesi attualmente in fase di verifica tecnica che consentirebbe di
ripristinare il presidio di medicina generale direttamente nella frazione restituendo un servizio sanitario di prossimità. Se la struttura non
dovesse risultare idonea sotto il profilo tecnico e strutturale, si continuerà a interloquire col Comune per individuare un’alternativa
adeguata, assicurando in ogni caso la piena tutela del diritto alla salute”. Nel frattempo, ha detto ancora la presidente, saranno garantite la continuità assistenziale con visite domiciliari, la prescrizione elettronica dei farmaci e l’incremento del monte ore dei prelievi ematici.

Nel caso in cui il Cva dovesse risultare idoneo, si provvederà ad effettuare gli eventuali lavori di adeguamento dei locali interamente a carico dell’Asl in modo da ripristinare il servizio, ha assicurato Proietti, entro la primavera”.