“La scultura a Umbertide. Arte tra fede e memoria”, ecco il nuovo libro di monsignor Vispi

UMBERTIDE – “La scultura ad Umbertide. Arte tra fede e memoria” è l’ultima fatica letteraria di Mons. Pietro Vispi, esperto d’arte e parroco della Collegiata di Umbertide. Con “Le pietre parlanti” e “Umbertide una pinacoteca diffusa” il nuovo libro passa in rassegna il patrimonio storico – artistico locale, restituendo alla città una ricchezza di cui essa stessa è scarsamente consapevole. Opere dimenticate o ignote, che siano steli, quadri o sculture che monsignor Vispi nella sua trilogia disvela, spesso con dovizia di particolari, frutto di una attenta ed approfondita documentazione.

Nell’ultimo volume che sarà presentato venerdì alle 15 presso l’ex ufficio della Polizia locale in Piazza Matteotti nell’ambito del programma di Unitre.  Nel testo, agile e ricco di immagini, monsignor Vispi prende in esame la scultura “statuaria” di culto, processionale e in stucco duro, la monumentistica di memoria e ritrattistica, la scultura cimiteriale, le opere moderne. Nel territorio umbertidese le testimonianze scultoree sono numerose ed antichissime, partendo dai famosi bronzetti di Monte Acuto, (noti ed ampliamente trattati e come tali esclusi dal libro di monsignor Vispi), passando per il lungo periodo medievale (i cui manufatti sono stati già trattati ne “Le pietre parlanti”), giungendo  alla scultura tipicamente di culto e processionale che, scrive l’autore, reclama “di essere portata alla pubblica conoscenza, cosi come la scultura di ‘memoria’ delle gesta dei nostri antenati, quella cimiteriale e ritrattistica, fino a quella moderna e di arredo urbano”.

Aprono la carrellata di testi ed immagini tre Crocifissi assai cari alla memoria umbertidese: quello di Eusebio Bastoni (sec.XVI) della chiesa di S.Maria della Pietà; il crocifisso della Collegiata (autore ignoto, XVII sec.) e quello della chiesa di San Bernardino (autore anonimo, XVI sec). Altre opere lignee il S. Erasmo ed il S. Andrea della Collegiata ed il S. Bernardino da Siena che fa bella  mostra nella  omonima, splendida chiesa. Ampio spazio viene dato alle sculture di Peter Krass che abbelliscono la Collegiata. Non potevano mancare i simboli più importanti della fede e della devozione degli umbertidesi, il Cristo morto di S. Bernardino e la Vergine addolorata della Collegiata, espressioni entrambe della scultura processionale. Quindi la statuaria in stucco duro, che  trova espressione nell’ancona della Madonna della Reggia in Collegiata, le statue della Fede e della Speranza a S. Bernardino, le opere di Giovanni Fontana sempre in Collegiata. Ampia la trattazione dell’arte funeraria, spesso trascurata quando invece,  afferma l’autore, “i cimiteri sono silenti custodi di veri e propri capolavori”. Non a caso il  libro tratta della “bellissima scultura ottocentesca”  di  Angelica Vibi, madre del patriota Giuseppe Bertanzi;  citati, tra gli altri,  anche il bassorilievo de La Pietà della Cappella Marsigliotti, così come i “Ritratti e l’Angelo della Resurrezione del Mausoleo Reggiani. Tra i monumenti urbani non poteva mancare il Monumento ai caduti di via Garibaldi, il busto del Gen. Alberto Briganti, il Dragone ai piedi della Rocca, il totem del noto Mirko Basaldella insieme ad una carrellata di busti o ritratti: Garibaldi, Vittorio Emanuele II, Arnaldo Vibi, Raffaele Bertanzi.  Citati il monumento all’Aereonautica di Amblè Sonaglia, la scultura delle scuole medie Mavarelli – Pascoli, la Deposizione di Emilio Leonardi.