UMBERTIDE – Dopo sei secoli l’antica Lauda umbertidese del Venerdì Santo tornerà a riecheggiare nelle chiese di Umbertide. Venerdì 18 aprile alle ore 22, al termine della tradizionale Via Crucis, nella Chiesa di San Francesco verranno riproposti i versi e le note dell’antica Lauda, un pezzo magnifico di arte, fede e storia, ritrovato e restituito alla comunità religiosa da mons. Pietro Vispi.
“L’evento è di straordinaria importanza culturale – dice Mons. Vispi – perché ripropone dopo sei secoli la recita della antica lauda del Venerdì santo. Il testo affonda le radici nel medioevo più profondo: quel 1200 nel quale nascono il “volgare” di Dante e il Cantico delle Creature di san Francesco. Esso venne scoperto da Francesco Mavarelli, attento studioso della storia della città, in un registro di amministrazione della Compagnia dei Disciplinati di S. Croce di Fratta e pubblicato nel 1889. Da allora tornò nuovamente l’oblio per questo testo che è uno dei monumenti letterari più antichi della lingua italiana”. Ma non solo, “la lauda – ricorda ancora Mons. Vispi – è il copione quasi completo di una rappresentazione che dà testimonianza delle origini del teatro contemporaneo che nasce proprio come rappresentazione religiosa drammatica”.
Ad interpretare la lauda saranno otto attori – Luciana Orticagli, Carla Pucci, Vittorio Betti, Leonardo Tosti, Fabrizio Bonucci, Luigi Staccini, Simonetta Boldrini e Valentina Giovannini – accompagnati dalla musica del quintetto d’archi “I Musici” diretto dal maestro Gianfranco Contadini che proporrà brani dalle “Ultime sette parole di Cristo” di Haydn, “Stabat mater” di Vivaldi e “Requiem” Mozart.
La lauda sarà poi integrata dalla proiezione del testo originale illustrato da immagini tratte dalla “Maestà del Duomo di Siena” di Duccio di Buoninsegna.




