Il Consiglio boccia l’odg sulla Palestina, l’opposizione abbandona l’aula

UMBERTIDE – Tensioni e polemiche al Consiglio Comunale di Umbertide chiamato ad esprimersi sullo Stato di Palestina e sul genocidio in atto a Gaza. Nella seduta di oggi pomeriggio, giovedì 18 settembre, è stato discusso l’ordine del giorno presentato dalle opposizioni – Corrente, Partito Democratico e Progressisti per l’Innovazione, – con il quale si chiedeva all’Amministrazione di esprimersi pubblicamente sul riconoscimento dello stato di Palestina e sulla fine del genocidio.

Di fronte ad un numeroso pubblico – erano circa una quarantina i cittadini presenti in aula – e nonostante un’articolata discussione che ha visto i consiglieri esprimersi, in maniera piuttosto unanime, contro ogni guerra, l’ordine del giorno è stato bocciato, con i voti contrari della maggioranza. Il voto contrario ha scatenato polemiche tra le persone presenti in sala e ha suscitato la reazione delle opposizioni che hanno deciso di abbandonare l’aula perché “se il Consiglio comunale non può esprimersi su un genocidio in diretta, – ha dichiarato Federico Rondoni (Corrente) – allora forse non ha senso che si esprima su niente”.

La seduta di consiglio comunale La seduta, dedicata esclusivamente ad interrogazioni, interpellanze, ordini del giorno e mozioni, dopo la discussione di un’interrogazione del Pd sulla situazione del Parco Ranieri, si era concentrata sull’ordine del giorno sulla Palestina, che per decisione del consiglio comunale era stato riformulato integrando alcuni emendamenti presentati successivamente alla prima stesura, visto l’evolversi della situazione a livello internazionale.

Dopo un significativo dibattito durante il quale hanno preso la parola sia i consiglieri di maggioranza (Molinari, Dominici, Silvestrelli) che quelli di opposizione (Rondoni, Corbucci, Montanucci e Anniboletti), al momento del voto la maggioranza ha deciso di votare contro perché, pur ribadendo la propria contrarietà alle guerre, il Comune non può interessarsi di questioni internazionali. Di tutt’altro parere le opposizioni, secondo le quali riconoscere lo stato di Palestina significa parlare ai cittadini e lanciare un messaggio importante alla comunità umbertidese. L’esito negativo della votazione ha suscitato momenti di tensione tra le persone che hanno assistito alla seduta, tra urla e schiamazzi proseguiti poi anche in Piazza Matteotti. La seduta è stata quindi sospesa per vari minuti e, una volta ripresi i lavori, le opposizioni hanno deciso di abbandonare l’aula.

Il comunicato delle opposizioni “Senza aver dato nessun tipo di giustificazione politica rispetto alla decisione presa, se non quella di ritenere che il Comune non si debba esprimere su questioni di politica internazionale, la maggioranza, in blocco, ha bocciato l’ordine del giorno. Ancora peggiore è stato il silenzio del nostro Sindaco, che non ha detto una parola. – hanno dichiarato in una nota i consiglieri di opposizione – Per noi oggi era necessario sentire l’opinione di chi ci governa, perché è questo il momento di decidere da quale parte della storia stare. Se è vero che i comuni sono solo un piccolo tassello all’interno del panorama politico globale, è anche vero che sono quelli più vicini alle persone, con le quali queste possono confrontarsi ogni giorno e da cui può venire un segnale.

Oggi era necessario votare l’ordine del giorno presentato, non tanto perché avrebbe cambiato gli assetti internazionali, ma per dimostrare che il nostro Comune è vicino a chi soffre, a tutte quelle persone a cui è stato rubato il futuro, donne, uomini, bambini per cui la vita al momento è un inferno in terra che si chiama Gaza. Oggi – hanno concluso le opposizioni – il Consiglio comunale di Umbertide ha toccato uno dei punti più bassi degli ultimi anni”.