Ospedale, il Comitato per la salute punta il dito contro il ritardo dei lavori

Il Comitato civico per il diritto alla salute torna a puntare il dito sui ritardi nell’esecuzione dei lavori presso l’ospedale di Umbertide.

In merito all’ospedale vecchio “che è stato completamente sventrato per essere adeguato a diventare il nuovo Ospedale di Comunità, ad oggi, in aggiunta al ritardo dello svolgimento dei lavori di circa un anno e mezzo (lavori finanziati dal fondo PNRR prossimo alla scadenza nonostante le innumerevoli proroghe) ci troviamo con i lavori totalmente fermi da circa un anno. – dichiara in una nota il Comitato – Abbiamo da poco avuto notizia che la ripartenza dei lavori è fissata per il 7 settembre, speriamo che il 2026 non diventi una copia di quanto successo lo scorso anno quando i lavori si fermarono dopo due giorni.
Se quei lavori fossero giunti a conclusione nei tempi previsti i nuovi spazi avrebbero potuto ospitare il reparto di medicina ed i poliambulatori e i lavori di adeguamento antisismico sarebbero proseguiti senza arrecare eccessivi disagi ai pazienti e al personale sanitario.

Oggi ci troviamo invece di fronte a condizioni a dir poco vergognose, – prosegue la nota – il reparto di chirurgia è chiuso e l’operatività della sala operatoria è ridotta al lumicino (possiamo pure dire che è prossima alla chiusura), i poliambulatori sono stati suddivisi tra ospedale e casa di comunità (ex centro salute) creando un certo disorientamento tra gli utenti.
I posti letto in medicina sono stati ridotti da 20 a 16 e le camere che sono normalmente da 2 posti arrivano spesso ad ospitare 4 pazienti, arrecando un disagio notevole ai pazienti e rendendo il lavoro degli operatori sempre più difficile.
Tutto questo per non aver adeguatamente progettato un cronoprogramma adeguato dei lavori oppure è un piano accuratamente studiato per portare alla chiusura dell’ospedale? (altra opzione – oppure c’è una precisa volontà politica di chiudere l’ospedale?)”, si chiede il Comitato.

Entrando nel dettaglio dei lavori di adeguamento antisismico, questi sono stati suddivisi in tre fasi: la ristrutturazione del blocco che ospitava la medicina e i poliambulatori; la ristrutturazione del blocco che ospita la sala operatoria, l’Istituto Tiberino ed il Pronto Soccorso; la ristrutturazione del blocco che ospitava la chirurgia, l’Istituto Tiberino e la Radiologia.
“Attualmente la fase 1 è in ritardo con i lavori, che in questo momento sono proprio fermi, e non si conosce il motivo di questo stallo. – dice ancora il Comitato – Addirittura si vocifera della partenza della fase 2, se questo dovesse succedere significherebbe la chiusura totale dell’ospedale.
A questo punto sorge spontanea una domanda: quello che ci troviamo di fronte è frutto di una pianificazione incompetente? Oppure è il risultato di una precisa volontà politica di arrivare alla chiusura dell’ospedale? Che cosa è andato storto in fase di pianificazione dei lavori? L’ ipotesi che sarebbe ancora più terribile, è che si stia preparando, con fondi pubblici, una struttura moderna e pienamente operativa da dare in gestione a qualche soggetto privato, come d’altronde già successo.

Questo nostro comunicato sarà indirizzato alla presidente Proietti nonché al nostro Direttore generale Ciotti – dice ancora il Comitato- che sicuramente non ci risponderanno per questo chiediamo all’Amministrazione Comunale che si faccia portavoce delle nostre domande con le istituzioni competenti e ci riporti delle risposte concrete. Crediamo che chi vuole bene al nostro paese non può rimanere agganciato alle solite logiche di partito o di potere; maggioranza e opposizione insieme possono fare veramente la differenza, d’altronde è stato il nostro sindaco a ribadire che la tutela della salute non conosce colore politico.
Chiediamo all’Amministrazione Comunale – conclude la nota – che, a seguito degli incontri urgenti che avrà con le istituzioni, ne riferisca l’esito in un Consiglio Comunale monotematico sulla sanità quanto prima”.